“L’amore ti chiama per nome e consola le aspettative tradite” (Gv 20, 11-18)- Martedì Ottava Pasqua 2016

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Quando l’amore ti chiama per nome allora la tua storia prende significato, riacquista valore, riprendere orientamento, anche oltre le aspettative deluse da valori, relazioni e dalla stessa fede.

Dal Vangelo secondo Giovanni 20, 11-18 
In quel tempo, Maria stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto». Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!». Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”». 
Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto. 

RIFLESSIONE
Maria è smarrita, davanti ai fatti accaduti non sa più a cosa credere e a cosa non credere. Un maestro a cui si era affidata la vita, si definiva figlio di Dio, quindi potente, indistruttibile, si è lasciato uccidere nel più atroce dei modi. Per Amore, dice che l’ha fatto per amore. Chissà quante domande nel cuore di questa donna, e di tutti i discepoli. Poi forse un po’ si era rassegnata all’idea che fosse morto, va a compiere ciò che giusto fare per un defunto e anche qui un inaspettato imprevisto. Piange Maria. Non solo il maestro era morto, ora nemmeno un corpo su cui piangere. Li smarrimento era totale. Non è diversa da noi quando dopo che abbiamo creduto in alcuni ideali, persone, relazioni ci sentiamo smarriti dopo che le cose sono andate male, sono state tradite le aspettative. Oppure quando la fede non ci sembra così utile alla nostra vita come crediamo, perché abbiamo affidato, pregato, cercato di vivere, ma i risultati sono sempre stati negativi. Maria è in questo momento la pioniera dei nostri smarrimenti e confusioni. Ma ancora un imprevisto accade. Una voce le parla. Lei non riconosce, è ancora smarrita. Poi la chiama per nome, li comprende, sente il suo cuore battere. Quando l’amore ti chiama per nome allora la tua storia prende significato, riacquista valore, riprendere orientamento, anche oltre le aspettative deluse.
La fede è anche questo, abbandono nella non comprensione perché Dio possa poi in maniera inaspettata richiamarci a se, con nuovo amore, con una nuova missione inaspettata. Se non si è aperti a non previsto, all’imprevedibilita’ dell’amore sarà difficile credere.

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