“ALZATI, E’ TEMPO DI AMORE E COMPASSIONE” – Lc 7, 11-17 (10ma del Tempo Ordinario – C)

1

Gesù passa nel nostro dolore, quello comprensibile e quello incomprensibile. Passa non per ragionarci sopra, ma per avere “com-passione”, che non significa pietà, ma  patire insieme, avere gli stessi sentimenti. “Gioire con chi è nella gioia, piangere con chi è nel pianto” come diceva San Paolo. Dice “Alzati” alla morte, per svegliarla. Solo al comando della Sua Parola il dolore, la morte può mutarsi in amore da donare, in fiori nuovi nel deserto. Occore stretta relazione con Lui e la Sua Parola. Alziamoci tutti, svegliamoci, è il tempo dell’amore e della “com-passione”.

Dal Vangelo secondo Luca 7,11-17

In seguito si recò in una città chiamata Nain e facevano la strada con lui i discepoli  e grande folla. Quando fu vicino alla porta della Città, ecco che veniva portato al sepolcro un morto, figlio unico di madre vedova; e molta gente della città era con lei. Vedendola, il Signore ne ebbe compassione e le disse: “Non piangere”. E accostatosi toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: “Giovinetto, dico a te, alzati”. Il morto si levò a sedere e incominciò a parlare. Ed egli lo diede alla madre. Tutti furono presi da tomore  e glorificavano Dio dicendo: “ un grande profeta è sorto tra noi e Dio ha visitato il suo popolo”. La fama di questi fatti si diffuse in tutta la Giudea e per tutta la regione.

RIFLESSIONE

Il testo del Vangelo di oggi apre con una scena di tragedia totale, le parole che l’Evangelista Luca usa hanno il sapore molto più tetro di una cronaca nera, sono un vero bollettino di desolazione. La scena iniziale è un funerale di un uomo. Ogni morte è un dolore, un distacco, una tragedia. Quando muore un genitore, per quanto doloroso possa esser, anche prematuramente, si è nel corso della natura, il grande muore e il giovane porta il genitore alla tomba. Non c’è un abituarsi ma per lo meno rientra nella norma. Quando muore in figlio la tragedia è enorme. Ciò che hai generato svanisce, ciò che portavi in te, hai coccolato, cresciuto, è perso e tu che avresti dato la vita per salvarlo, non puoi far nulla. Luca ci metti i particolari, dice che è morto un figlio unico e di madre vedova. È uguale a dire desolazione totale, sterilità, non possibilità di generare più nulla. Ma anche povertà assoluta. Non c’erano le pensioni di reversibilità all’epoca ed una povera vedova, senza figli in questo caso, era costretta a mendicare.

Gesù passa li accanto e si ferma, entra in empatia con la donna, non fa l’indifferente, entra in piena empatia con la donna, piange con lei per consolarla e dirle di non piangere. L’empatia è una modalità che abbiamo dimenticato. Noi oggi presi dalla società dell’apparire vogliamo subito le soluzioni, le cose che di vedono e abbiamo dimenticato che il linguaggio dell’affetto, dell’amore prevedono anche il silenzio, lo stare accanto, immedesimarsi con amore e passione. Appunto “com-passione”=patire con.

Poi con la Sua Parola invita il giovane ad alzarsi, risorgere. Solo la Sua Parola può ridonarci vita, risoluzione, ripresa, ricostruzione. Quante volte ci sentiamo morti come quel giovane? O afflitti come la vedova? Gesù è li che ci aspetta e ci dice che è accanto. Portiamo a Lui nel silenzio della preghiera il nostro pianto, la nostra rabbia, la nostra sofferenza e Lui ci sarà accanto, con la Sua Parola ci ridarà la forza di guardarci intorno, capire che siamo e abbiamo un castello, con i ruderi a terri, e noi li a rimboccarci le maniche e dover ricostruire, non soli, ma con Lui. Se impariamo ciò diverremo con gli altri “compassione”, una bellezza di cui oggi il mondo necessita.

Egli dice “Dico a te alzati”. E’ lo stesso verbo della Resurrezione, di “colui che sta in piedi” perché non più legato alla morte. Ma Lui deve dirlo, è la Sua Parola che può generare Resurrezione, nella relazione con Lui, con la Sua Parola, in noi potrà esserci Resurrezioni, i legami della morte potranno far spazio all’amore, alla novità, a trasformare il dolore in amore da donare.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...