“PASSATO, PRESENTE, FUTURO: INDECISIONE E AMORE A DUELLO” – Lc9,51-62 (13ma Tempo Ordinario/C)RIFLESSIONE

AAAAA

Essere cristiani è seguire un progetto di Amore che si attua nei miei. Tutti siamo chiamati a realizzare, nella nostra vocazione. Ma spesso abbiamo paura, ci lasciano rubare la libertà ed il coraggio da molte cose. Il futuro ci affascina ma le paure del passato e la difficoltà del presente ci legano. Siamo a mille ma poi ci spegniamo, poniamo condizioni calcolate. Gesù ci spinge a fidarci, avviarci, senza guardare indietro perchè la novità nel Suo Amore può stupirci oltre ciò che già conosciamo e calcoliamo. La Fede è Fiducia.

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 9,51-62)
Mentre stavano compiendosi i giorni in cui Gesù sarebbe stato tolto dal mondo, egli si diresse decisamente verso Gerusalemme e mandò avanti dei messaggeri. Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per fare i preparativi per lui. Ma essi non vollero riceverlo, perché era diretto verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: “Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?”. Ma Gesù si voltò e li rimproverò. E si avviarono verso un altro villaggio.  Mentre andavano per la strada, un tale gli disse: “Ti seguirò dovunque tu vada”. Gesù gli rispose: “Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo”. A un altro disse: “Seguimi”. E costui rispose: “Signore, concedimi di andare prima a seppellire mio padre”. Gesù replicò: “Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu va’ e annunzia il regno di Dio”.  Un altro disse: “Ti seguirò, Signore, ma prima lascia che io mi congedi da quelli di casa”. Ma Gesù gli rispose: “Nessuno che ha messo mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio”.

RIFLESSIONE

Due opposti: da un lato noi, specialmente giovani, eterni indecisi, desiderosi dei nostri progetti futuri, paurosi delle esperienze negative del passato e con un presente difficile da gestire. Avviarsi con la paura di crollare. Dall’altra parte Gesù, profondamente deciso.  Meraviglioso  Lui e il Vangelo, sempre pieno di descrizioni psicologiche e atteggiamenti umani, risposte di un Dio che crea e ricrea continuamente noi uomini con cura! Gesù sta continuando il suo viaggio, va diretto, senza fermarsi e senza avere il minimo ripensamento verso Gerusalemme. Lì finirà la sua storia di uomo terreno, lì muore, lì il suo impegno di amore trova il culmine, ha il costoso impegno di amare e farlo sino alla fine, superando ogni ostacolo. La posta in gioco è alta, siamo noi, ciascuno di noi l’oggetto, il soggetto, del suo dono di amore e del suo sacrificio. Che grande onore abbiamo come uomini, su di   noi, su ciascuno, nessuno escluso, c’è un respiro deciso di amore. A Lui non interessa diventare famoso, mettere leggi che ci privano di libertà, sono i nostri discorsi a imprigionare Dio in ciò e fargli dire quello che non ha mai detto. Lui vuole solo amare decisamente sino in fondo. Lo conferma anche non accettando che i discepoli usino violenza con chi non lo accetta. Ci è di esempio, come i tre uomini che incontra per strada,  tre storie di vita diverse che si accostano a Lui, interagiscono, sono chiamati a seguirlo, tutti con un ostacolo, poco decisi. In ciascuno una differenza, in ciascuno possiamo ritrovarci e trarre insegnamenti vari. Il primo arriva a palla, pieno di entusiasmo, assomiglia appunto ai momenti in cui iniziamo un progetto, un amore, un amicizia, con i sentimenti a mille. Ma poi dopo un po’, al primo ostacolo, ci blocchiamo. Gesù ci ama, e non ama farci deludere, cosi si butta avanti chiarendo che per chi vuole seguire la via dell’amore, dell’investimento di sè, non c’è sicurezza, non ci sono applausi, non tutto fila come l’olio. L’unica certezza è somigliare a Lui che è Amore, amare nonostante tutto, fare degli ostacoli il luogo che conferma quanto grande e non ipocrita sia il nostro amore. È uno stile che cambia la storia. Il secondo mette una condizione, vuole prima sistemare una questione sua, sembra anche legittima. Ci ritroviamo in lui, in quei nostri atteggiamenti del porre mille “ma” all’impegno di fede e amore, quasi a giustificare il nostro disimpegno. Sono le riserve che non vorremmo perdere, lo stile dell’amare si, ma sino ad un certo punto, senza “ sporcarmi”  e coinvolgermi troppo. Spesso i “ ma” sono legittimi, insindacabili, come l’attenzione che questo pone ai suoi genitori. Ma forse è costruita apposta, siamo bravi a costruire le scuse più plausibili per giustificarci. L’amore vero, e la fede vera,  non accettano “ ma”, non accettano “ se”, non hanno scuse, nel momento in cui ciò avviene perde la sua potenza, è una attività come altre. La fede per essere fonte di rivoluzione della vita deve avere il gusto della priorità, da li poi ogni impegno e relazione viene di conseguenza e forse riempita di più gusto e meno ipocrisia. Il terzo, conferma questo stile, si volta dietro, anche lui con una scusa legittima. È in gioco però la priorità delle scelte. Se la fede e l’amore vengono messe sullo stesso piano delle altre cose non è più divina, ma umana, e quindi fallimentare, se prende priorità allora Dio abita le nostre vene, le nostre scelte, e il resto lo ritroveremo. Siamo troppo spesso abituati a guardare a ciò che ci manca, a ciò che perdiamo nel fare un cammino serio di fede o nel prendere un impegno serio di amore. Non siamo abituati a proiettarci al futuro, fiduciosi di Dio, affidare a lui, con il senso del rischio, con il brivido di chi vuole tuffarsi in un nuovo orizzonte che di certo ci cambierà, porrà in discussione, ma che forse ci farà scoprire il resto nascosto di noi.  Per concludere con una frase del già citato scrittore Ermes Ronchi diciamo “Gesù non cerca eroi incrollabili per il suo regno, ma uomini e donne autentici che sappiano sceglierlo ogni giorno di nuovo, che sappiano rispondere «sì», ogni volta, come Pietro, all’unica domanda: mi vuoi bene?”

A noi oggi continuare questa pagina, quale la nostra risposta? Lui ci sta già abbracciando! BUONA DOMENICA!!!

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