“CUORI APERTI PER COMUNICAZIONI VELOCI” – Lc 11,1-13 (14ma Tempo Ord./C)

PreghieraSpesso preghiamo, ne sentiamo il bisogno, vorremmo farlo, anche in maniera egoistica. Perchè sprecare certe occasioni? Strutturiamo questo bisogno  naturale che abbiamo dentro. La preoccupazione, il pianto, la rabbia, il bisogno di senso e amore, la voglia di ordine, sono inizio di preghiera. Il bisogno di incontrare un volto che mi riempia di verità. La preghiera è incontro di due volti, il mio è quello di Cristo. In Lui vero uomo con affetti, sentimenti, problemi, fatica di vivere, amicizia, momenti belli, realizzazioni e delusioni, ritrovo il mio esser uomo davvero, la mia via di verità. È possibile aprire le porte, come avviene in internet, e scaricare amore, senso e passione a velocità mai viste.

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 11,1-13)
Un giorno Gesù si trovava in un luogo a pregare e quando ebbe finito uno dei discepoli gli disse: “Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli”. Ed egli disse loro: “Quando pregate, dite: Padre, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno; dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano, e perdonaci i nostri peccati, perché anche noi perdoniamo ad ogni nostro debitore, e non ci indurre in tentazione”. Poi aggiunse: “Se uno di voi ha un amico e va da lui a mezzanotte a dirgli: Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da mettergli davanti; e se quegli dall’interno gli risponde: Non m’importunare, la porta è già chiusa e i miei bambini sono a letto con me, non posso alzarmi per darteli; vi dico che, se anche non si alzerà a darglieli per amicizia, si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono almeno per la sua insistenza. Ebbene io vi dico: Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chi chiede ottiene, chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto. Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà al posto del pesce una serpe? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se dunque voi, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!”.

CUORI APERTI PER COMUNICAZIONI VELOCI

Spesso ci si imbatte tutti in problemi di Download sul pc, magari le porte chiuse non si permettono velocità eccessive. Allora occorre sbloccare. Il nostro cuore non è diverso. Oggi siamo qui, in un’altra Domenica estiva, calda, dove i discorsi seri vogliono fuggire dalla nostra mente. Ma Qualcuno è qui a farli, Qualcuno che ci ama e sa che abbiamo un necessario bisogno di essenzialità, che la nostra vita, la nostra felicità, i nostri affetti sono già troppo minacciati. Occorre sistemare alcune cose. Chi mai non ha avuto questo desiderio di ordine interiore? Di dare qualche sterzata che sistemasse tutto, magari proprio dopo qualche grande batosta? Credo che tutti, anche i più sicuri di se, i più ostili alla vita di fede, anche coloro che sanno di poter contare solo sulle proprie forze, almeno una volta hanno sperimentato il bisogno di lanciare, anche silenziosamente, una preghiera a qualcuno in alto, a Dio, a qualche entità superiore. Siamo fatti di preghiera, siamo cioè fatti di continua bisogno di aiuto, continuo bisogno di capire, cercare, sentirci amati, sicuri. La preghiera è amicizia, colloquio. Anche la serata sotto il portone di casa, passato con un amico a parlare aprendosi i cuori possono essere preghiera. Guardiamo a questa pagina del Vangelo, profondamente divina perché piena dell’amore di Dio, ma profondamente umana perché piena di noi, come le due scorse domeniche. Gesù spiega la preghiera con l’esempio di un amicizia, di un bisogno di aiuto, e dell’insistenza del bisognoso verso l’amico. Lui è l’Amico pieno di amore, che aprirà sempre la sua porta, ma ha bisogno di insistenza, di caparbietà, di costanza. Non perdiamo l’occasione di rendere forte, strutturato, un bisogno naturale che abbiamo dentro. La preoccupazione, il pianto, la rabbia, il bisogno di senso e amore, la voglia di ordine, sono inizio di preghiera. Il bisogno di incontrare un volto che mi riempia di verità. La preghiera è incontro di due volti, il mio è quello di Cristo. In Lui vero uomo con affetti, sentimenti, problemi, fatica di vivere, amicizia, momenti belli, realizzazioni e delusioni, ritrovo il mio esser uomo davvero, la mia via di verità. Non è un caso che i discepoli chiedono di imparare a  pregare dopo che lo vedono pregare. Gesù con la sua umanità vissuta a pieno stimola nella nostra umanità il desiderio di osare di più. E noi? Che desideri di grandezza e bellezza suscitiamo nel cuore degli altri.? Un cuore che prega infuoca altri cuori, ama, coinvolge, attira fiducia e dona serenità. Riempie di amicizia una notte faticosa come l’esempio di Gesù. Cristo riempi di amicizia e amore le tue notti, la notte dell’amico della parabola cambia storia … la preghiera cambia la tua storia, la tua vita, tutto si osserva da un altro punto di vista.  Per citare ancora il poeta del Vangelo, Ermes Ronchi, si può sentire “E allora questo mondo e le sue notti si coprono di una rete di strade che ci portano da casa a casa, da cuore a cuore. Il mondo si copre di un fittissimo reticolo di fiducia: pregare è far circolare il pane dell’amore, nelle vene del mondo; pregare è instaurare in questa storia sfiduciata e diffidente un tessuto finalmente di fiducia. Tra i due amici sta una porta chiusa. Anche nel percorso indicato da Gesù c’è, come ultimo ostacolo, una porta chiusa: «Chiedete, cercate, bussate». Anche se la porta è chiusa, anche se non vedete, anche quando la fiducia si fa difficile e Dio sembra muto come una lapide: oltre la porta sta il canto dell’amicizia.”. allora come aprire concretamente questa porta? Come fare? Come iniziare a pregare e come renderla sempre viva e forte? Innanzitutto occorre onestà, la voglia di guardarsi dentro, a tutta la propria bellezza e fragilità senza vergogna, e presentarla a Dio. Trovare momenti di silenzio in cui raccontarsi a Dio, come con un amico. Può sembrare un gesto da pazzi vero? Parlare senza nessuno che ci risponde. Ma la risposta c’è: la Sua Parola. Ecco che nella preghiera si fa necessaria la Bibbia, il Vangelo, magari la pagina del giorno, con cui misurare chi sono io oggi, quali sono i miei bisogni, desideri, paure, quali sono gli slanci e le sterzate che devo dare. E poi il confronto con altri, con chi magari vediamo con fiducia, che ci suscita il desiderio della preghiera, della fede, un prete, una suora, un amico, un padre o madre di famiglia. È possibile aprire le porte, come avviene in internet, e scaricare amore, senso e passione a velocità mai viste. Cosi nasce il desiderio di chiamarlo Padre, nasce la possibilità di fare la sua volontà e di permettere che il suo regno venga, cosi come diciamo nella sintesi più bella delle preghiere che è il Padre Nostro. BUONA DOMENICA!

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