#4settembre – “UOMINI LIBERI DALLE MEZZE MISURE” -Lc 14, 25-33 (23ma Tempo Ord./C)

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Scene di tutti i giorni prende Gesù in analisi, parte dalle relazioni, quelle più strette e ci dice una cosa strana, che potrebbe rasentare l’eresia. Ci chiede di “ odiare” i genitori, i fratelli, le sorelle, gli affetti più stretti per lui. Della serie che un Gesù cosi fa comodo davvero per chi vive litigi familiari, è una vera e propria giustifica. Ma non è l’odio secondo il nostro significato quello di cui parla Gesù, il termine indica un “ distacco radicale”, la capacità di esser liberi di dare la priorità a Dio, a ciò che Lui vuole per me e per la mia vita, e non dare a nessun altro l’autorità di decidere, di manovrare. Scegliere Lui sopra tutto è portare la sua croce. Portare la croce non è masochismo, è esser attivisti del bene, la croce non si sopporta, si porta, si sceglie, è portare e scegliere nella propria vita una porzione di Amore

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 14,25-33)
In quel tempo, siccome molta gente andava con lui, Gesù si voltò e disse: “Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. Chi non porta la propria croce e non viene dietro di me, non può essere mio discepolo.  Chi di voi, volendo costruire una torre, non si siede prima a calcolarne la spesa, se ha i mezzi per portarla a compimento? Per evitare che, se getta le fondamenta e non può finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro.  Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda un’ambasceria per la pace. Così chiunque di voi non rinunzia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo”.

UOMINI LIBERI DALLE MEZZE MISURE

“I ragionamenti dei mortali sono timidi e incerte le nostre riflessioni, perché un corpo corruttibile appesantisce l’anima e la tenda d’argilla grava la mente dai molti pensieri. A stento ci raffiguriamo le cose terrestri, scopriamo con fatica quelle a portata di mano; ma chi può rintracciare le cose del cielo? “ ( Sap 9, 15-16. ) Sembra una frase di quelle che girano su link di facebook, di qualche autore famoso stile Cohelo, Volo, o chissà chi, oppure la frase di un filosofo, ridotti poverini sui baci perugina. È una bella frase ad effetto, degna di finire forse anche come editoriale di importanti quotidiani di critica della situazione attuale. Invece nulla di tutto ciò, è una frase che è nata per finire nel silenzio, esser ascoltata nel silenzio del cuore, in preghiera, in quel silenzio dove rivedere se stessi e compiere le scelte importanti. È Parola di Dio, è una frase della Bibbia, del Libro della Sapienza, che precede la lettura di questo Vangelo in questa domenica. Salomone, il Re che la pronuncia è un tipo tosto, orgoglioso di se, che si trova ad un certo punto, nel silenzio davanti a Dio, a comprendere che non è onnipotente, che i suoi progetti sono comunque fallimentari, e che ha bisogno di una Sapienza, di punti fermi maggiori a cui aggrapparsi. Un po’ come noi, tutti noi, come quelle folle che seguivano Gesù e a cui ha rivolto quelle parole, come noi che ci lasciamo comunque per minima parte affascinare da questo personaggio, ma ancora non sappiamo bene come seguirlo, come conciliarlo concretamente con la nostra vita, le relazioni, il lavoro, lo studio di tutti i giorni. E scene di tutti i giorni prende Gesù in analisi, parte dalle relazioni, quelle più strette e ci dice una cosa strana, che potrebbe rasentare l’eresia. Ci chiede di “ odiare” i genitori, i fratelli, le sorelle, gli affetti più stretti per lui. Della serie che un Gesù cosi fa comodo davvero per chi vive litigi familiari, è una vera e propria giustifica. Ma non è l’odio secondo il nostro significato quello di cui parla Gesù, il termine indica un “ distacco radicale”, la capacità di esser liberi di dare la priorità a Dio, a ciò che Lui vuole per me e per la mia vita, e non dare a nessun altro l’autorità di decidere, di manovrare. Cristo chiede che Lui, la Sua Parola, farò di vita, di fede, di scelte, siano la priorità, siano la garanzia che ci salva anche da legami dipendenti e possessivi con i genitori che vogliono ostacolare il futuro dei figli, o farlo a proprio stampo e immagine. Questa occasione che offre Gesù è una vera ventata di libertà, esser “ possesso” di Dio è esser uomini liberi, figli della Verità, e la Verità fa liberi, l’Amore vero fa liberi. Occorre però che siamo onesti. Non significa far finta di esser suoi per staccarci dal potere di altri. Esser suoi indica una vera responsabilità, seguire il suo Vangelo significa esser uomini coraggiosi, che sanno fare scelte, appunto anche in contrasto con i più vicini, con gli affetti più cari, ma in sintonia con Dio.  Scegliere Lui sopra tutto è portare la sua croce. Portare la croce è un atteggiamento maledettamente travisato nei secoli, come se noi cristiani fossimo appassionati di masochismo. Scegliere la croce è esser attivisti del bene, la croce non si sopporta, si porta, di sceglie, è portare e scegliere nella propria vita una porzione di Amore.  Anche gli esempi che Gesù fa, sul calcolo anticipato del lavoro, non è tanto un capire se ci sono le forze, ma va visto come un capire quali mezzi voglio usare per arrivare ai miei scopi. Spesso abbiamo scopi positivi, ma usiamo mezzi negativi, anche di illegalità, o di altro. Spesso ci lasciamo prendere da quella che era la visione di Macchiavelli, diffusa e divenuta scusa popolare , “ il fine  giustifica i mezzi”. Amore, giustizia, legalità, passione, fare con Lui ha fatto, deve esser per tutto, senza preferenze o compromessi. Il cristianesimo è una religione liberante, che libera la vita a la riempie di amore, ma per esser tale va scelto con passione, costanza, amore vero. Le mezze misure sarebbero come mezzi falsi che giustificano fini buoni: ipocrisia. Fermiamoci nel nostro silenzio, pensiamo alle scelte da fare, pensiamo a quei bivi in cui ci troviamo, liberiamoci del parere di tutto, guardiamoci alla Luce del Suo amore, delle scelte di amore, perdono, giustizia, libertà, che Cristo ha portato. Forse ci sentiremo più liberi e sceglieremo, certi di andare avanti, anche sbagliando ma con Lui accanto!

di Massimiliano Arena

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Un pensiero su “#4settembre – “UOMINI LIBERI DALLE MEZZE MISURE” -Lc 14, 25-33 (23ma Tempo Ord./C)

  1. francesca russo ha detto:

    ” La Verità vi farà liberi ” chi è la verità ? la Verità è Cristo……se aderisco a Lui , se Lui ha il Primo Posto , posso amare tutti in Lui , è semplice è la dimensione bizzarra di Dio che può confondere chi nn lo conosce

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