#16novembre – “APRIAMO LA CASSAFORTE E DIVENTIAMO DONO” – Lc 19,11-18-(mercoledì 33ma T. O) 

Lc 19, 11-28  
Dal Vangelo secondo Luca  
   
In quel tempo, Gesù disse una parabola, perché era vicino a Gerusalemme ed essi pensavano che il regno di Dio dovesse manifestarsi da un momento all’altro.  
Disse dunque: «Un uomo di nobile famiglia partì per un paese lontano, per ricevere il titolo di re e poi ritornare. Chiamati dieci dei suoi servi, consegnò loro dieci monete d’oro, dicendo: “Fatele fruttare fino al mio ritorno”. Ma i suoi cittadini lo odiavano e mandarono dietro di lui una delegazione a dire: “Non vogliamo che costui venga a regnare su di noi”. Dopo aver ricevuto il titolo di re, egli ritornò e fece chiamare quei servi a cui aveva consegnato il denaro, per sapere quanto ciascuno avesse guadagnato.  
Si presentò il primo e disse: “Signore, la tua moneta d’oro ne ha fruttate dieci”. Gli disse: “Bene, servo buono! Poiché ti sei mostrato fedele nel poco, ricevi il potere sopra dieci città”.  
Poi si presentò il secondo e disse: “Signore, la tua moneta d’oro ne ha fruttate cinque”. Anche a questo disse: “Tu pure sarai a capo di cinque città”.  
Venne poi anche un altro e disse: “Signore, ecco la tua moneta d’oro, che ho tenuto nascosta in un fazzoletto; avevo paura di te, che sei un uomo severo: prendi quello che non hai messo in deposito e mieti quello che non hai seminato”. Gli rispose: “Dalle tue stesse parole ti giudico, servo malvagio! Sapevi che sono un uomo severo, che prendo quello che non ho messo in deposito e mieto quello che non ho seminato: perché allora non hai consegnato il mio denaro a una banca? Al mio ritorno l’avrei riscosso con gli interessi”. Disse poi ai presenti: “Toglietegli la moneta d’oro e datela a colui che ne ha dieci”. Gli risposero: “Signore, ne ha già dieci!”. “Io vi dico: A chi ha, sarà dato; invece a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha. E quei miei nemici, che non volevano che io diventassi loro re, conduceteli qui e uccideteli davanti a me”».  
Dette queste cose, Gesù camminava davanti a tutti salendo verso Gerusalemme.  

RIFLESSIONE 

Dio ha distribuito ricchezze a noi uomini, secondo la possibilità di ciascuno. Non siamo tutti uguali. Tutti siamo amati allo stesso modo da Dio ma ognuno ha doni differenti in base alle proprie situazioni. Per questa differenza di doni spesso non ci accorgiamo di averli perché vorremmo averne altri e non ci accorgiamo di quelli che Dio ha voluto per noi. Occorre saperli investire, non chiuderci in cassaforti. Dobbiamo investire noi stessi senza paure, senza rimorsi perché il dono che siamo e che Dio ci ha fatto non è per restare chiuso o personale, ma è un dono per i fratelli. Dio fa doni con e  per amore e questi devono essere usati con amore, intelligenza perché aumentino, non custoditi per paura. Che immagine di Dio abbiamo? Che consapevolezza dei nostri doni, suoi, abbiamo? 

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