#20Novembre – “GESU’ UN RE DAL BASSO CHE FACEVA PAURA AI POTENTI” – Lc 23, 35-43 (Domenica di Cristo Re/C)

1390056133-cristo.jpgDal Vangelo secondo Luca ( 23, 35-43)

Il popolo stava a vedere, i capi invece schernivano Gesù dicendo: «Ha salvato gli altri, salvi se stesso, se è il Cristo di Dio, il suo eletto». Anche i soldati lo schernivano, e gli si accostavano per porgergli dell’aceto, e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». C’era anche una scritta, sopra il suo capo: Questi è il re dei Giudei. Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e anche noi!». Ma l’altro lo rimproverava: «Neanche tu hai timore di Dio e sei dannato alla stessa pena? Noi giustamente, perché riceviamo il giusto per le nostre azioni, egli invece non ha fatto nulla di male».
E aggiunse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso».

GESU’ UN RE DAL BASSO CHE FACEVA PAURA AI POTENTI

Oggi solennità di Cristo Re! A guardarlo è proprio un Re che da poca fiducia, non è stavo neanche capace di salvare se stesso, ed esce di scena dal mondo proprio come uno sconfitto. Un Re incapace di difendersi e incapace di difendere il suo popolo, i suoi seguaci. Cosi lo insulta uno dei due ladroni. L’altro invece dice la verità di questa festa: Egli è accusato ingiustamente. Gesù ha subito un processo ingiusto e truccato, è stato vittima di un abuso di potere generato profondamente dalla cattiveria umana. Cosa ha ucciso Gesù fondamentalmente? La sete di potere dei potenti dell’epoca che vedevano in Gesù un pericoloso rivale. I conti non tornano. Un Re incapace di difendersi è un pericoloso rivale? Si, perché Gesù è Re di un Regno controcorrente. Per capire la Sua potenza di Re dobbiamo togliere l’attenzione dal solo momento della Passione, dobbiamo guardare il dopo, il momento meraviglioso della Resurrezione, ma soprattutto dobbiamo guardare indietro, a tutta la sua vita, indietro ancora alla Nascita. Il Re dell’Universo decide di entrare in scena nel mondo nella maniera più umile e povera possibile, come un diseredato. Ed esce di scena peggio ancora. Il messaggio è chiaro, il Suo è un Regno che si costruisce dal basso, un Regno rivoluzionario perché le vere rivoluzioni sono sempre dal basso. Un Regno che non deve emergere per la sua supremazia, ma per la capacità di diffondere la potenza e la bellezza di Dio, un Regno capace di diffondere l’amore li dove esso non c’è, capace di diffondere la giustizia li dove essa non c’è, capace di schierarsi verso chi necessita di amore, presenza, giustizia, pace anche se questo porterà al giudizio negativo e calunnioso di altri, anche se porterà alla morte. Gesù era un Re pericoloso perché diffondeva ciò e l’Amore, la Giustizia, il dar voce a chi voce non ne ha, l’affermare che siamo tutti uguali perché figli di un unico Dio non era certo di gradimento a chi voleva diffondere un Regno fatto di supremazia, oppressione dei deboli, autoaffermazione di se come sovrano assoluto. E noi oggi come continuiamo questo Regno? Vogliamo affermarci cristiani difendendo solo dei valori, oppure facciamo i borghesi, oppure partiamo anche noi dal basso essendo rivoluzionari capaci di scommettere tutto? E’ qui il problema, che Regno vogliamo essere oggi, questo dice che cristiani siamo e quanto viviamo la rivoluzione del Vangelo.

 

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