29gennaio – “SIATE FELICE. STOP ALLA RELIGIONE DEI FRUSTRATI” – (4a Domenica del Tempo Ordinario A)

images.jpgMatteo 5, 1-12

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. Beati i miti, perché avranno in eredità la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».

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Chissà quanti ne aveva Gesù di pensieri in riva a quel lago, dopo aver ascoltato e visti i pesi e i drammi di tutta quella folla. Tante cose sono simili ad oggi: povertà, crisi, amori falliti, gente che vuole dominare su altri, futuro incerto.

Riflette, Gesù, e pensa. Si chiede cosa mai dovrà rispondere. Poi si alza deciso è dice, facendo un elenco approssimato dei mali: “Beati voi”, cioè SIATE FELICI.

Con tutto il rispetto, ma qualcuno gli avrà risposto “Gesù ma fammi il piacere, è facile dirlo per te, che hai il fare da super eroe. Ma noi? Con i nostri concreti problemi? Come si fa?”.

Eppure forse Gesù voleva dire altro.

Questo testo, le beatitudini, sono dette la Magna Carta del Cristianesimo. Ma purtroppo per diverso tempo, inteso male questo passaggio, abbiamo dato vita ad una religione di “frustrati”, dove sembra che più mali hai, più soffri, più sei vicino a Dio.

No, il Cristianesimo è religione di gioia. Gesù aveva a cuore la gioia di coloro che incontrava, ha a cuore la nostra gioia.

Un semplice studente di scuola che studia analisi logica capisce che il “beati” non si riferisce alla prima parte della frase, dove viene espresso a chi è rivolta la beatitudine, ma alla seconda, dove esplicita la motivazione. Il motivo della gioia ha come filo conduttore il motivo della presenza e dell’intervento di Dio. È come se Gesù dicesse beati voi perché ora, con me accanto, avete dove attingere, sapete a quali valori attingere per far forza.

Quante volte diciamo che la società va a rotoli e ciò che va recuperato sono valori come la semplicità, l’essenzialità, la sobrietà, la tenerezza, la lealtà, la legalità, la voglia di lottare per la giustizia? Bene queste sono le beatitudini. Lo sono non a parole, ma in quanto mettiamo in gioco tutta la nostra fatica per farlo, senza sotterfugi, e controcorrente. Esser felici perché Dio fatto uomo si fa accanto e lotta con me, esser felice perché non mi rassegno, non mi accontento, non mi lamento senza far nulla, ma sono orgoglioso di metter in atto la mia parte, che forse è piccola, ma solo Dio sa cosa può far nascere. Siate, siamo felici, Dio è accanto a noi.

BUONA DOMENICA

A cura di Massimiliano Arena

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