#3Marzo “COSA INTENDIAMO PER GIOIA?” (Venerdì dopo le Ceneri) 

VANGELO
Mt 9,14-15

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». 
E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno».

RIFLESSIONE 

Ieri parlavamo di Croce oggi di gioia. Non è un controsenso, ma è parte del nostro stile di essere cristiani. Avere la consapevolezza che la vita va vissuta con l’amore sino in fondo come la Croce che chiede impegno e sacrificio non elimina la gioia. On effetti in tanti pensano, o pensiamo, che essere seguaci del Vangelo é essere un po’ tristi. Ma forse è colpa un po’ nostra, dei cristiani, che nei secoli abbiamo comunicato ciò. Il Vangelo é verità che ti porta alla libertà interiore che porta alla gioia. Forse il problema è capire cosa intendiamo per gioia. Se per essa intendiamo uno stato momentaneo, spensieratezza, lo sballo allora non appartiene a questo concetto. La gioia viene dalla consapevolezza di essere amati da Dio e di poter amare che fa vivere la vita, comprese negatività, con uno sguardo superiore, libero, con una marcia in più, capace sempre di sognare e sperare. Dobbiamo recuperare questo concetto della gioia da sentire, da meditare, da comunicare, altrimenti la nostra fede non produrra’ contagio. Lo Sposo è con noi e ci ama. 

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