#7giugno – “TROPPO CONCENTRATI SULLA FORMA E NON SULLA SOSTANZA” (Mercoledì 9a del Tempo Ordinario)

di Massimiliano Arena

index.jpgDal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 12,18-27.
In quel tempo, vennero a Gesù dei sadducei, i quali dicono che non c’è risurrezione, e lo interrogarono dicendo: «Maestro, Mosè ci ha lasciato scritto che se muore il fratello di uno e lascia la moglie senza figli, il fratello ne prenda la moglie per dare discendenti al fratello. C’erano sette fratelli: il primo prese moglie e morì senza lasciare discendenza; allora la prese il secondo, ma morì senza lasciare discendenza; e il terzo egualmente,  nessuno dei sette lasciò discendenza. Infine, dopo tutti, morì anche la donna. Nella risurrezione, quando risorgeranno, a chi di loro apparterrà la donna? Poiché in sette l’hanno avuta come moglie». Rispose loro Gesù: «Non siete voi forse in errore dal momento che non conoscete le Scritture, né la potenza di Dio?
Quando risusciteranno dai morti, infatti, non prenderanno moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli. A riguardo poi dei morti che devono risorgere, non avete letto nel libro di Mosè, a proposito del roveto, come Dio gli parlò dicendo: Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e di Giacobbe? Non è un Dio dei morti ma dei viventi! Voi siete in grande errore».

RIFLESSIONE

Con questo testo del Vangelo di può parlare di matrimonio, di divorzio e di tanti discorsi moralistici. Ma oggi vogliamo andare un pò più a fondo, per non fare l’errore che facevano gli uomini che interrogarono Gesù: guardare alla forma e non alla sostanza. Voelvano trarre in inganno gesù per fargli pronunciare una sentenza in merito al discorso del matrimonio. Ma Gesù li smonta, e vuole smontare subito tutti noi, spesso troppo moralisti (con le questioni degli altri), sempre pronti a guardare e giudicare gli avvenimenti, le situazioni su schemi già pronti. Siamo cosi, con noi stessi sempre libertini, pronti a sotterrfugi, ma con gli altri intrassigenti e moralisti, catalogando in schemi. Questo modo di fare denota una grande immaturità sia umana che spirituale. Gesù non risponde, ma guarda oltre, non conta più di chi sia moglie, ma che alla fine, nel mondo del giudizio, nel “mondo della verità” come è chiamato da molti anziani, non si hanno più queste relazioni umane, ma conterà chi sei, come hai amato, quanto sei stato vero con te stesso e con la tua stessa fragilità. Puntiamo sempre troppo alla forma (ricca di giudizi e condanne) e poco alla sostanza (ricca di cosa sono veramente, di cosa posso fare, di cosa posso essere). Questo modo di guardare alla sostanza delle cose ci permetterà di capire meglio gli altri. Più mi sento guardato da Cristo nella sostanza delle cose e non nella forma, più posso guardare i fratelli, chiunque, nella sostanza…oltre errori…oltre condanne….oltrte ferite…nella sostanza, nella vera essenza…che anche nel peccato più grande resta una: essere figlio di Dio….di cui spesso ci dimentichiamo…allontanandoci…perchè la forma della vita…prende il sopravvento sulla nostra sostanza.

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