#01Ottobre2018 “LA PASSIONE DELLE PICCOLE COSE” (Lunedì 26ma Tempo Ordinario – Santa Teresa)

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 9,46-50.

In quel tempo, sorse una discussione tra loro, chi di essi fosse il più grande.
Allora Gesù, conoscendo il pensiero del loro cuore, prese un fanciullo, se lo mise vicino e disse:
«Chi accoglie questo fanciullo nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato. Poiché chi è il più piccolo tra tutti voi, questi è grande».
Giovanni prese la parola dicendo: «Maestro, abbiamo visto un tale che scacciava demòni nel tuo nome e glielo abbiamo impedito, perché non è con noi tra i tuoi seguaci».
Ma Gesù gli rispose: «Non glielo impedite, perché chi non è contro di voi, è per voi».

RIFLESSIONE

A cura di Massimiliano Arena

Torna ancora una volta questo testo per ricordare l’importanza del modello dei bambini nell’approccio alla vita e al rapporto con Dio.

Lo ribadisco sempre, i bambini non sono presi a modello nel Vangelo per la loro non cattiveria e purezza, perché i bambini sanno essere anche cattivi, ma per la loro capacità di dipendere. Ci insegnano quindi a dipendere da Dio, certi che la nostra autonomia in fondo può combinare solo guai.

Ma oggi c’è un altro aspetto che mi piacerebbe sottolineare. Oggi è la festa di Santa Teresa di Gesù Bambino. Una vita spesa a “far niente” come direbbe una logica di oggi. Una vita di clausura, eppure è patrona delle missioni, pur non avendo fatto un giorno di missione. La sua vita è stata spesa in un attività di preghiera, di passione interiore per la missione che la portava a scrivere e pregare.

I bambini possono insegnarci anche due altri aspetti in questo:

✅ L’umiltà: sentirsi piccoli e mai indispensabili, voler stare nelle cose ma senza sentirsi superiori ad ogni cosa (sempre perché sai di dipendere)

✅ La serietà nelle piccole cose: santa Teresa, come i bambini, ci insegna che non conta il compito, l’azione che fai, conta che ci metti anima e cuore. I bambini li chiami a svolgere compiti semplici, inutili, e li fanno con passione, per dire all’adulto che gli ha affidato la cosa che ci è riuscito.

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