#01Novembre2018 “Halloween… Santi… e desiderio di FELICITÀ”

A cura del prof. Massimiliano Arena

“Dolcetto o scherzetto”… E siamo tutti più felici. Si, perché in fondo è un po’ di felicità che cerchiamo e ci fa piacere confondendo felicità con sorrisi.

Mi lascia molto stupito, anzi direi perplesso, il modo con cui si attacca la festa di Halloween. Si urla al demonio, ai legami con aspetti satanici. E ciò è vero. Ma anziché urlare a denunciare, demonizzare, mi sorgono più spontanee due domande:

Perché abbiamo dimenticato di tramandare la nostra tradizione dei Santi e defunti?

Ma in realtà sappiamo cosa significa la nostra tradizione dei Santi e dei defunti?

Si legge in questo giorno il Vangelo delle Beatitudini. Beati cioè felici, felici in pieno, nel senso più carico del termine. Leggendole si dice Beati a chi piange, a chi usa perdono e misericordia a chi non ne usa. Beati perché destinatari di promesse di Dio per la loro vita. Roba da pazzi. Si, pazzi di felicità nel voler raggiungere quella felicità che costa, ha un prezzo alto. Intelligenti perché hanno compreso che la felicità che costa vale di più, costruisce un mondo che mi conquisto con la fatica di ciò in cui credo, su promesse di amore.

Ecco perché ricordiamo i Santi ed i defunti. Non eroi, ma uomini felici, alla ricerca della felicità, che ci hanno preceduto. Alcuni famosi, altri no, alcuni conosciuti da tutti (i santi) altri da noi per forte legame di affetto (i defunti). Uomini da imitare nella ricerca della felicità nella fatica della vita. Uomini che ci hanno creduto, si sono spesi.

Allora non abbiamo bisogno di streghette e zucche, ma è questione di affetto, di legami con il passato, con uomini reali e concreti come noi… Tutti insieme alla ricerca della felicità.

Ecco di seguito il testo del Vangelo delle Beatitudini

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 5,1-12a.

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli.
Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo:
«Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati gli afflitti, perché saranno consolati.
Beati i miti, perché erediteranno la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.
Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».
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