#21Novembre2018 “NON CONSERVARTI… MA ROMPITI” (Mercoledì 33ma #TempoOrdinario)

Questo testo del Vangelo è un po’ lungo, ma contiene una verità breve e profonda della vita. Cosa ne facciamo della nostra vita? Come “spendiamo” il tesoro che siamo.

L’immagine del salvadanaio rotto rende bene, anche l’immagine del maialino del salvadanaio. Come i personaggi della parabola possiamo scegliere se investire noi stessi in relazioni, progetti, azioni… Oppure conservarci tra paure, orgogli, sensi di colpa. Il salvadanaio rotto indica un bene condiviso, bello, messo in relazione da cui potrà solo guadagnare ancora. Il salvadanaio chiuso potrà riempirsi ma oltre non potrà andare… E resterà un maialino (bello ricollegare qui l’immagine del figliol prodigo finito nel porcile).

Liberiamoci di paure, orgogli e sensi di colpa. Dio non ci guarda da giudice, ma da padre che ci accompagna perché possiamo dare sempre il meglio di noi stessi.

Investiamoci

Ecco il testo :

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 19,11-28.

In quel tempo, Gesù disse una parabola perché era vicino a Gerusalemme e i discepoli credevano che il regno di Dio dovesse manifestarsi da un momento all’altro.
Disse dunque: «Un uomo di nobile stirpe partì per un paese lontano per ricevere un titolo regale e poi ritornare.
Chiamati dieci servi, consegnò loro dieci mine, dicendo: Impiegatele fino al mio ritorno.
Ma i suoi cittadini lo odiavano e gli mandarono dietro un’ambasceria a dire: Non vogliamo che costui venga a regnare su di noi.
Quando fu di ritorno, dopo aver ottenuto il titolo di re, fece chiamare i servi ai quali aveva consegnato il denaro, per vedere quanto ciascuno avesse guadagnato.
Si presentò il primo e disse: Signore, la tua mina ha fruttato altre dieci mine.
Gli disse: Bene, bravo servitore; poiché ti sei mostrato fedele nel poco, ricevi il potere sopra dieci città.
Poi si presentò il secondo e disse: La tua mina, signore, ha fruttato altre cinque mine.
Anche a questo disse: Anche tu sarai a capo di cinque città.
Venne poi anche l’altro e disse: Signore, ecco la tua mina, che ho tenuta riposta in un fazzoletto;
avevo paura di te che sei un uomo severo e prendi quello che non hai messo in deposito, mieti quello che non hai seminato.
Gli rispose: Dalle tue stesse parole ti giudico, servo malvagio! Sapevi che sono un uomo severo, che prendo quello che non ho messo in deposito e mieto quello che non ho seminato:
perché allora non hai consegnato il mio denaro a una banca? Al mio ritorno l’avrei riscosso con gli interessi.
Disse poi ai presenti: Toglietegli la mina e datela a colui che ne ha dieci
Gli risposero: Signore, ha gia dieci mine!
Vi dico: A chiunque ha sarà dato; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha.
E quei miei nemici che non volevano che diventassi loro re, conduceteli qui e uccideteli davanti a me».
Dette queste cose, Gesù proseguì avanti agli altri salendo verso Gerusalemme.
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