#30gennaio2019 “QUESTIONE DI EFFETTI” (Mercoledi 3a #TempoOrdinario)

A cura del prof. Massimiliano Arena

La Parola di Dio viene “versata” continuamente nel mondo. Mi piace questo termine perché riprendere il vecchio Isaia che la paragona alla pioggia e alla neve.

Giunge sul terreno che siamo (terreno ha la stessa radice di umile) pieno delle nostre povertà, fragilità.

Possiamo essere un terreno di vario tipo, spesso per nostra scelta, altre volte perché le situazioni ci creano ciò.

➡️ “Sassi” : quando ottusi ci chiudiamo ad ogni segno e stimolo, credendo che gli stimoli possiamo darceli noi da soli, senza capire che saremmo solo un cane che si morde la coda.

➡️ “Spine” : ci lasciamo entusiasmare ma poi le questione negative, unite alla nostra pigrizia, fanno sempre spegnere la passione, perché ci manca una forza dentro.

➡️ “Terreno fertile” : quando permettiamo alla Parola di porci delle domande, di tenerci sempre inquieti, non tanto giungere a risposte, ma tenere il cuore in domanda, in ricerca per produrre sempre frutti nuovi.

A noi sta analizzarci.

Ecco il testo del Vangelo

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 4,1-20.

In quel tempo, Gesù si mise di nuovo a insegnare lungo il mare. E si riunì attorno a lui una folla enorme, tanto che egli salì su una barca e là restò seduto, stando in mare, mentre la folla era a terra lungo la riva.
Insegnava loro molte cose in parabole e diceva loro nel suo insegnamento:
«Ascoltate. Ecco, uscì il seminatore a seminare.
Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada e vennero gli uccelli e la divorarono.
Un’altra cadde fra i sassi, dove non c’era molta terra, e subito spuntò perché non c’era un terreno profondo;
ma quando si levò il sole, restò bruciata e, non avendo radice, si seccò.
Un’altra cadde tra le spine; le spine crebbero, la soffocarono e non diede frutto.
E un’altra cadde sulla terra buona, diede frutto che venne su e crebbe, e rese ora il trenta, ora il sessanta e ora il cento per uno».
E diceva: «Chi ha orecchi per intendere intenda!».
Quando poi fu solo, i suoi insieme ai Dodici lo interrogavano sulle parabole. Ed egli disse loro:
«A voi è stato confidato il mistero del regno di Dio; a quelli di fuori invece tutto viene esposto in parabole,
perché: guardino, ma non vedano, ascoltino, ma non intendano, perché non si convertano e venga loro perdonato».
Continuò dicendo loro: «Se non comprendete questa parabola, come potrete capire tutte le altre parabole?
Il seminatore semina la parola.
Quelli lungo la strada sono coloro nei quali viene seminata la parola; ma quando l’ascoltano, subito viene satana, e porta via la parola seminata in loro.
Similmente quelli che ricevono il seme sulle pietre sono coloro che, quando ascoltano la parola, subito l’accolgono con gioia,
ma non hanno radice in se stessi, sono incostanti e quindi, al sopraggiungere di qualche tribolazione o persecuzione a causa della parola, subito si abbattono.
Altri sono quelli che ricevono il seme tra le spine: sono coloro che hanno ascoltato la parola,
ma sopraggiungono le preoccupazioni del mondo e l’inganno della ricchezza e tutte le altre bramosie, soffocano la parola e questa rimane senza frutto.
Quelli poi che ricevono il seme su un terreno buono, sono coloro che ascoltano la parola, l’accolgono e portano frutto nella misura chi del trenta, chi del sessanta, chi del cento per uno».

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