#11Febbraio2019 “TOCCO DI MAGIA O DI AMORE?” (Lunedì 5a #TempoOrdinario)

La domanda è necessaria, davanti a Gesù che ci guarisce siamo davanti ad un tocco di magia o un tocco di amore? O meglio, con quale idea ci approcciamo, chiediamo, desideriamo?

Il Vangelo dice che chi lo toccava guariva. Ma che tocco? Di bacchetta magica alla “abracadabra” oppure un tocco di amore, di intimità, di relazione?

Gesù “in fretta” chiese ai suoi discepoli di andare via. Questa fama del guaritore sta coprendo la sua vera natura, sta deviando la sua missione, il suo farsi conoscere.

Ma la gente ha bisogno di essere guarita. Oggi noi ne abbiamo bisogno. Guariti dai Mali interiori più che esteriori, quelli interiori che non ci permettono di vivere e affrontare quelli esteriori.

Ma tutto sta nel tocco. Lo prendo come un mago o come una relazione da vivere? Nella relazione sarà l’amore a trasformarmi non una formula magica… Perché lui è relazione che sin da subito mi cambia la vita.

Ecco il testo del Vangelo

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 6,53-56.

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli, compiuta la traversata, approdarono e presero terra a Genèsaret.
Appena scesi dalla barca, la gente lo riconobbe,
e accorrendo da tutta quella regione cominciarono a portargli sui lettucci quelli che stavano male, dovunque udivano che si trovasse.
E dovunque giungeva, in villaggi o città o campagne, ponevano i malati nelle piazze e lo pregavano di potergli toccare almeno la frangia del mantello; e quanti lo toccavano guarivano.
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