#01Marzo2019 “LE REGOLE DEL NON SENSO” (Venerdì 7a #TempoOrdinario)

A cura del prof Massimiliano Arena

“Per la durezza del vostro cuore Mosè disse questo”… Eh già, abbiamo sempre bisogno di regole, di imposizioni e divieti per capire le cose…. Perché perdiamo il senso delle cose.

Mosè arriva a stabilire come si può ripudiare una moglie come “riparazione” a qualcosa che si è rotto. Ma Gesù riporta al senso della cosa, va alla Genesi, all’origine, perché le cose vanno capite nel loro senso all’origine.

Il problema non è capire come riparare al problema, il problema è capire il senso della cosa. Vale per tutto, Gesù non è per i moralismo, per le regole, ma per il senso profondo delle cose comprese e capite nella loro verità che ci porta alla libertà.

Nel caso specifico il problema non è come riparare alla relazione andata male, ma capire il senso della relazione, l’essenza del vedere l’origine dell’amore in Dio, nel vedere uomo e donna come riflesso di Dio.

Ecco il testo del Vangelo

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 10,1-12.

In quel tempo, Gesù, partito da Cafarnao, si recò nel territorio della Giudea e oltre il Giordano. La folla accorse di nuovo a lui e di nuovo egli l’ammaestrava, come era solito fare.
E avvicinatisi dei farisei, per metterlo alla prova, gli domandarono: «E’ lecito ad un marito ripudiare la propria moglie?».
Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?».
Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di rimandarla».
Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma.
Ma all’inizio della creazione Dio li creò maschio e femmina;
per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e i due saranno una carne sola.
Sicché non sono più due, ma una sola carne.
L’uomo dunque non separi ciò che Dio ha congiunto».
Rientrati a casa, i discepoli lo interrogarono di nuovo su questo argomento. Ed egli disse:
«Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio contro di lei;
se la donna ripudia il marito e ne sposa un altro, commette adulterio».

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