#01Aprile2019 “CERCATI PER CERCARE” (Lunedì 4a di Quaresima)

A cura del prof Massimiliano Arena

Nella vita ci fa piacere essere cercati, sentire che valiamo per qualcuno.

Nel Vangelo di ieri del figliol prodigo c’è un padre (Dio) che ci cerca per abbracciarci, ci cerca se siamo lontani e libertini, ci cerca se siamo vicini e chiusi in moralismi.

Il testo di oggi ci presenta un Gesù cercato che cerca. È questo il movimento dell’amore più bello. Cercare la persona amata sapendo che essa sta cercando noi, lo “scontro” diventa meraviglia.

Gesù fa così con noi, ci cerca mentre lo cerchiamo per guarirci, per donarci amore, nell’ora giusta in cui ne abbiamo bisogno… Ma spesso non c’è ne accorgiamo.

Ci chiede l’impegno di cercare i fratelli, e donare loro questa presenza, tenerezza di guarigione, nell’ora giusta in cui ne hanno bisogno, perché altri si accorgano che Dio fa qualcosa, ci manda gli uni gli altri.

Ecco il testo del Vangelo

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 4,43-54.
In quel tempo, Gesù partì dalla Samarìa per andare in Galilea.
Ma egli stesso aveva dichiarato che un profeta non riceve onore nella sua patria.
Quando però giunse in Galilea, i Galilei lo accolsero con gioia, poiché avevano visto tutto quello che aveva fatto a Gerusalemme durante la festa; anch’essi infatti erano andati alla festa.
Andò dunque di nuovo a Cana di Galilea, dove aveva cambiato l’acqua in vino. Vi era un funzionario del re, che aveva un figlio malato a Cafarnao.
Costui, udito che Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, si recò da lui e lo pregò di scendere a guarire suo figlio poiché stava per morire.
Gesù gli disse: «Se non vedete segni e prodigi, voi non credete».
Ma il funzionario del re insistette: «Signore, scendi prima che il mio bambino muoia».
Gesù gli risponde: «Và, tuo figlio vive». Quell’uomo credette alla parola che gli aveva detto Gesù e si mise in cammino.
Proprio mentre scendeva, gli vennero incontro i servi a dirgli: «Tuo figlio vive!».
S’informò poi a che ora avesse cominciato a star meglio. Gli dissero: «Ieri, un’ora dopo mezzogiorno la febbre lo ha lasciato».
Il padre riconobbe che proprio in quell’ora Gesù gli aveva detto: «Tuo figlio vive» e credette lui con tutta la sua famiglia.
Questo fu il secondo miracolo che Gesù fece tornando dalla Giudea in Galilea.

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