#03Aprile2019 “LA VERA GUARIGIONE INIZIA CON LO STUPORE” (Mercoledi 4a di Quaresima)

A cura del prof Massimiliano Arena

Ciascuno di noi necessita di essere guarito. Il testo del Vangelo di oggi appare un po’ ostico e con troppi giri di parole, ma in realtà il messaggio principale è uno: Dio scommette su noi uomini sempre, nonostante le nostre fragilità il suo amore è lì a fare prodigi.

La nostra guarigione da dove nasce? Proprio da questo stupore: Dio vuole fare cose stupende con me… Nonostante il mio fare continui macelli.

Noi miglioriamo quando ci sentiamo amati, quando sentiamo l’attenzione di altri su di noi.

Dio ha attenzione, unica ed irripetibile su di noi, nonostante le nostre fragilità.

Accordiamo il nostro cuore a stupirci di questo sguardo e guardiamo gli altri con sguardo di tenerezza pronti a far stupire.

Ecco il testo del Vangelo

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 5,17-30

In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «Il Padre mio agisce anche ora e anch’io agisco». Per questo i Giudei cercavano ancor più di ucciderlo, perché non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio.

Gesù riprese a parlare e disse loro: «In verità, in verità io vi dico: il Figlio da se stesso non può fare nulla, se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa allo stesso modo. Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, perché voi ne siate meravigliati.
Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole. Il Padre infatti non giudica nessuno, ma ha dato ogni giudizio al Figlio, perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato.

In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. In verità, in verità io vi dico: viene l’ora – ed è questa – in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l’avranno ascoltata, vivranno.

Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso anche al Figlio di avere la vita in se stesso, e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo. Non meravigliatevi di questo: viene l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e usciranno, quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna.

Da me, io non posso far nulla. Giudico secondo quello che ascolto e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato».

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