#08Settembre2019 “POVERTÀ E LIBERTÀ COME BASE DEL PROGETTO” (23ma Tempo Ordinario/C)

A cura del prof. Massimiliano Arena

Gesù parla di progetti, di astuzia nei progetti. Di calcolo nei progetti onde evitare spreco di energia. E poi parla di povertà che nasconde dietro una libertà. Che unione c’è? Che significa?

La base per ogni progetto nel nome di Dio è la povertà e la libertà, cioè un sano distacco dalle cose. Situazioni, cose e relazioni rischiano davvero di mandarci in tilt, necessitiamo di un sano distacco. La nostra felicità non può dipendere dal sé abbiamo o non abbiamo una cosa, dal sé c’è o non c’è una relazione. Tutte cose fondamentali, ma che sono oltre noi. Il primo passo siamo noi, consapevoli di “portare la croce”, non condannati alla sofferenza, ma consapevoli che abbiamo uno stile che l’amore fino in fondo con cui fare le cose. E questo amore riempie, ci fa avere distacco da cose, situazioni, persone per valorizzare a pieno noi stessi e poi amare cose, situazioni e persone in maniera più matura e con libertà. La vita è un meraviglioso progetto dove ogni pezzo deve essere al posto giusto. Povertà, libertà e distacco, amore fino in fondo a Dio e a sé stessi innanzitutto, poi agli altri, sono gli ingrediente del Vangelo per la buona riuscita.

Ecco il testo del vangelo

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 14,25-33.
In quel tempo, siccome molta gente andava con lui, Gesù si voltò e disse:
«Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo.
Chi non porta la propria croce e non viene dietro di me, non può essere mio discepolo.
Chi di voi, volendo costruire una torre, non si siede prima a calcolarne la spesa, se ha i mezzi per portarla a compimento?
Per evitare che, se getta le fondamenta e non può finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo:
Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro.
Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila?
Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda un’ambasceria per la pace.
Così chiunque di voi non rinunzia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo

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