#15Aprile2020 -“UNA COMUNITA’ ACCANTO SULLA STRADA” – (Mercoledì di #Pasqua) – VIDEO

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Qui il video della riflessione di oggi

 

Il testo di Luca dei discepoli di Emmaus ci apre ad una dimensione: essere Chiesa sulla strada. Ma chiariamo innanzitutto cosa vuol dire essere Chiesa. Io sono soggetto ed oggetto della Chiesa. La Chiesa è accanto a me, sulla mia strada, ma io sono Chiesa, io stesso, e sono e devo essere accanto ad altri.

Gesù è accanto e ascolta tutta la delusione dalla vita di questi discepoli che avevano perso il loro punto di riferimento ed erano delusi dello stesso Gesù. Come noi che spesso non capiamo unire la vita di fede alle nostre delusioni, alle scelte di vita, ai nostri fallimenti.

Gesù risponde a questa loro delusione spiegando le Scritture e compiendo il gesto dell’ultima cena, risponde in pratica con Parola ed Eucaristia, i tesori di sempre della Comunità.

Noi cerchiamo spesso situazioni emozionali, umane idilliache per vivere bene la fede, cerchiamo risposte in che quale cosa sensazionale. Ma tutto è li gia contenuto: Parola ed Eucaristia. Nel Vangelo abbiamo già tutto ciò che ci occorre e l’Eucaristica è tesoro di Amore.

La prima Lettura degli Atti degli Apostoli vede Pietro e Giovanni aiutare un povero. Lui chiede materialità (giustamente) loro dicono “guarda verso noi” e dicono di non avere cose materiali da dare in quel momento ma di poter dare ciò che hanno. La Comunità dei credenti è chiamata a dare Fede, Speranza e Carità. La Fede in Cristo, che ci spinge a farci accanto, la Speranza per condividere con tutti, specialmente poveri e delusi, una visione nuova del futuro, e la Carità che mi spinge a dare non alcune cose, ma condividere il tutto che ho in quel momento. E’ la sfida del cristianesimo. Troppo spesso la carità è pià una pulizia di coscienza che condivisione.

Ecco i testi di oggi

At 3, 1-10

Qui di solito veniva portato un uomo, storpio fin dalla nascita; lo ponevano ogni giorno presso la porta del tempio detta Bella, per chiedere l’elemosina a coloro che entravano nel tempio. Costui, vedendo Pietro e Giovanni che stavano per entrare nel tempio, li pregava per avere un’elemosina. Allora, fissando lo sguardo su di lui, Pietro insieme a Giovanni disse: «Guarda verso di noi». Ed egli si volse a guardarli, sperando di ricevere da loro qualche cosa. Pietro gli disse: «Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, àlzati e cammina!». Lo prese per la mano destra e lo sollevò. Di colpo i suoi piedi e le caviglie si rinvigorirono e, balzato in piedi, si mise a camminare; ed entrò con loro nel tempio camminando, saltando e lodando Dio.Tutto il popolo lo vide camminare e lodare Dio e riconoscevano che era colui che sedeva a chiedere l’elemosina alla porta Bella del tempio, e furono ricolmi di meraviglia e stupore per quello che gli era accaduto.

Lc 24,13-35

Ed ecco, in quello stesso giorno, [il primo della settimana,] due [dei discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto.

Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto».

Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.

Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?». Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

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