#08Maggio2020 “QUANDO LA PAURA NASCONDE IL DESIDERIO DEL CAMBIAMENTO” (Venerdì 4a di Pasqua) – Riflessione scritta e video

Ecco la riflessione video

Comincia con un invito a non avere paura, a non lasciar cadere il cuore nel turbamento. E’ un termine che dice tutto il disagio interiore, cuore e mente, psiche e spirito.

Gesù ci guarda dentro, e ci trova anche le nostre paure, quelle degli uomini da sempre e quelle nostre specifiche della nostra storia. Le guarda, le ama e ci indica la strada di uscita, di libertà. Qual’è la strada? E’ Lui stesso, la sua vita, la sua libertà che ci spronano a noi a vivere con amore, con profonda libertà non permettendo a nulla di bloccarci. Spesso dentro ogni nostra paura si nasconde già un desiderio di cambiamento, come diceva Jovanotti in una canzone “la vertigine non è paura di cadere, ma voglia di volare”.

Ma questa strada, come Tommaso e Filippo, non sempre ci è chiara, ma Lui è lì, ci precede, ci incoraggia, ci illumina la Via con se stesso.

Nella prima lettura è chiaro il racconto di un popolo che si era perso nelle proprie paure e fragilità, ma Dio lo libera nella Resurrezione di Cristo.

Di seguito i testi delle letture di oggi

Gv 14,1-6

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: Vado a prepararvi un posto? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via». Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me».

At 13,26-33

In quei giorni, [Paolo, giunto ad Antiòchia di Pisìdia, diceva nella sinagoga:] «Fratelli, figli della stirpe di Abramo, e quanti fra voi siete timorati di Dio, a noi è stata mandata la parola di questa salvezza. Gli abitanti di Gerusalemme infatti e i loro capi non hanno riconosciuto Gesù e, condannandolo, hanno portato a compimento le voci dei Profeti che si leggono ogni sabato; pur non avendo trovato alcun motivo di condanna a morte, chiesero a Pilato che egli fosse ucciso. Dopo aver adempiuto tutto quanto era stato scritto di lui, lo deposero dalla croce e lo misero nel sepolcro. Ma Dio lo ha risuscitato dai morti ed egli è apparso per molti giorni a quelli che erano saliti con lui dalla Galilea a Gerusalemme, e questi ora sono testimoni di lui davanti al popolo. E noi vi annunciamo che la promessa fatta ai padri si è realizzata, perché Dio l’ha compiuta per noi, loro figli, risuscitando Gesù, come anche sta scritto nel salmo secondo: Mio figlio sei tu, io oggi ti ho generato».

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