#09Maggio2020 “NELL’AMORE CONOSCO ME STESSO” (Sabato 4a di Pasqua) – Commento scritto e video

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Ecco qui il video della riflessione del giorno

Gesù parla di conoscenza, nella Bibbia essa è una dinamica di amore non tanto intellettuale, quando di passione, di intimità. Conoscere non è questione intellettiva, ma di unità, passione, mutuo scambio.

Nell’amore più conosco l’altro più scopro meglio me stesso. Più sono vero nella conoscenza dell’altro, più scopro con verità me stesso e sento amati anche i miei limiti. Con Dio la conoscenza è doppia. Più conosco Cristo, più conosco Dio, più conosco Dio e Cristo più conosco me stesso e mi sento amato in questa intimità. Nelle opere di Cristo, quelle di Amore, che sono chiamato ad imitare scopro che i miei limiti possono diventare amore agli altri.

Amando Dio, amandomi in Dio ed amando gli altri in Dio mi scopro sempre più. Amo i miei limiti ed essi diventano vie per far arrivare amore agli altri.

Nella prima lettura i discepoli sono chiamati ad essere luce per le genti, loro che sono fragili uomini, pieni di povertà e fragilità, resistenze e peccati, diventano luce per altri.

Ecco qui le letture del giorno

Gv 14,7-14

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto». Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: Mostraci il Padre? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse. In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre. E qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò.

At 13,44-52

Il sabato seguente quasi tutta la città [di Antiòchia] si radunò per ascoltare la parola del Signore. Quando videro quella moltitudine, i Giudei furono ricolmi di gelosia e con parole ingiuriose contrastavano le affermazioni di Paolo. Allora Paolo e Bàrnaba con franchezza dichiararono: «Era necessario che fosse proclamata prima di tutto a voi la parola di Dio, ma poiché la respingete e non vi giudicate degni della vita eterna, ecco: noi ci rivolgiamo ai pagani. Così infatti ci ha ordinato il Signore: Io ti ho posto per essere luce delle genti, perché tu porti la salvezza sino all’estremità della terra». Nell’udire ciò, i pagani si rallegravano e glorificavano la parola del Signore, e tutti quelli che erano destinati alla vita eterna credettero. La parola del Signore si diffondeva per tutta la regione. Ma i Giudei sobillarono le pie donne della nobiltà e i notabili della città e suscitarono una persecuzione contro Paolo e Bàrnaba e li cacciarono dal loro territorio. Allora essi, scossa contro di loro la polvere dei piedi, andarono a Icònio. I discepoli erano pieni di gioia e di Spirito Santo.

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