#12Maggio2020 “ALLA RICERCA DEL NOSTRO EQUILIBRIO” (Martedì 5a di Pasqua) Commento scritto e video

pace

Ecco il video della riflessione di oggi

La pace del cuore è ciò che tutti vorremmo trovare. Ci sono momenti in cui ci sentiamo cosi disordinati e con poco equilibrio interiori, pronti ad esplodere da un momento all’altro. Dove cercare la pace? Come capirla?

Gesù fa una netta distinzione già: esiste una pace del mondo ed una sua. Dove sta la differenza? Il mondo ha un concetto di pace spesso visto come assenza di qualche cosa. Ad esempio assenza di guerra, assenza di povertà, assenza di violenze. Il senso della Bibbia della pace ha un senso inverso, il senso del riempire. In greco “Eu zen”, una pace che coinvolge tutta la vita, un equilibrio stabile.

Perchè Gesù ha questo tipo di pace? Perchè Egli ci porta a due cose: alle domande ed alla relazione.

Alle domande interiori, ad interrogarci profondamente su noi stessi, sulle nostre scelte.

Alla relazione con Dio, dove ci sentiamo amati in tutta la nostra fragilità e sentiamo che possiamo ancora scommettere su di noi perchè Dio scommette su di noi.

Nella prima lettura Paolo e Barnaba esortano chi li ascolto a restare “saldi”, ciò fermi, avere dei punti fermi, necessari appunto per una pace interiore, perchè la vita, ed anche la fede è sempre fatta di molte tribolazioni.

Ecco i testi delle letture di oggi:

Gv 14,27-31a

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate.
Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il prìncipe del mondo; contro di me non può nulla, ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre, e come il Padre mi ha comandato, così io agisco».

At 14,19-28

In quei giorni, giunsero [a Listra] da Antiòchia e da Icònio alcuni Giudei, i quali persuasero la folla. Essi lapidarono Paolo e lo trascinarono fuori della città, credendolo morto. Allora gli si fecero attorno i discepoli ed egli si alzò ed entrò in città. Il giorno dopo partì con Bàrnaba alla volta di Derbe.
Dopo aver annunciato il Vangelo a quella città e aver fatto un numero considerevole di discepoli, ritornarono a Listra, Icònio e Antiòchia, confermando i discepoli ed esortandoli a restare saldi nella fede «perché – dicevano – dobbiamo entrare nel regno di Dio attraverso molte tribolazioni». Designarono quindi per loro in ogni Chiesa alcuni anziani e, dopo avere pregato e digiunato, li affidarono al Signore, nel quale avevano creduto.
Attraversata poi la Pisìdia, raggiunsero la Panfìlia e, dopo avere proclamato la Parola a Perge, scesero ad Attàlia; di qui fecero vela per Antiòchia là dove erano stati affidati alla grazia di Dio per l’opera che avevano compiuto.
Appena arrivati, riunirono la Chiesa e riferirono tutto quello che Dio aveva fatto per mezzo loro e come avesse aperto ai pagani la porta della fede.
E si fermarono per non poco tempo insieme ai discepoli.

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