#19Maggio2020 “L’AMORE RENDE ADULTI” (Martedì 6a di Pasqua) – Commento video e scritto

adulti

Ecco il video commento alle letture di oggi

Uno strano discorso quello di Gesù, perchè dovrebbe andar via per farci capire? Perchè mai dovrebbe andar via e venire lo Spirito per farci capire?

Difficile da capire se non nella logica dell’Amore. Perchè dovrebbe venire lo Spirito? Non potrebbe restare Lui?

Si comprende nella logica piena e vera dell’Amore. L’Amore vero, quello profondo, rende liberi e rende adulti. Se si ama veramente l’altra persona non la si custodisce soffocandola, sostituendosi, assimilandola a noi, ma liberandola, facendola maturare, diventare adulta, autonoma.

Questo è sublimità nelle relazioni umane ma lo è tanto di più in quella di Dio per noi, anzi quest’ultima è la fonte di questa capacità di Amore.

Lo Spirito Santo è il respiro di Amore di Dio. Proviamo a pensare al respiro di due innamorati abbracciati, quel respiro carico di passione, battito di cuore. E’ la forza di Dio, del respiro di Amore di Dio per noi. Gesù ci ha amati, ci ha riempito, è stato Luce, Via, Guida, ma ora ci lascia nelle mani dello Spirito, sua presenza, perchè lo Spirito riporti la nostra mente a tutto ciò che Gesù ha insegnato e noi possiamo camminare da adulti, autonomi.

Che bello Dio. Che bello l’Amore di Dio che rende maturi.

Liberi ciascuno nella nostra vita, creatività, responsabilità, accompagnati da questo profondo respiro, che è li se noi vogliamo, nella massima libertà (il mistero del libero arbitrio). Se lo vuoi questo respiro ti riempie, se non vuoi è li, nel silenzio a respirare accanto a noi perchè prima o poi possiamo accorgercene, illuminando ogni cosa che facciamo, anche la più lontana da Dio.

Nella Prima Lettura la storia di una conversione, del carceriere. Esso con la testimonianza di amore diventa adulto nella fede, nella vita, viene liberato. E’ carceriere che toglie la libertà agli altri, ma in realtà è lui il vero schiavo da liberare.

Ecco le letture del giorno

Gv 16,5-11
 
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Ora vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore.
Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi.
E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato».

At 16,22-34
 
In quei giorni, la folla [degli abitanti di Filippi] insorse contro Paolo e Sila, e i magistrati, fatti strappare loro i vestiti, ordinarono di bastonarli e, dopo averli caricati di colpi, li gettarono in carcere e ordinarono al carceriere di fare buona guardia. Egli, ricevuto quest’ordine, li gettò nella parte più interna del carcere e assicurò i loro piedi ai ceppi.

Verso mezzanotte Paolo e Sila, in preghiera, cantavano inni a Dio, mentre i prigionieri stavano ad ascoltarli. D’improvviso venne un terremoto così forte che furono scosse le fondamenta della prigione; subito si aprirono tutte le porte e caddero le catene di tutti.
Il carceriere si svegliò e, vedendo aperte le porte del carcere, tirò fuori la spada e stava per uccidersi, pensando che i prigionieri fossero fuggiti. Ma Paolo gridò forte: «Non farti del male, siamo tutti qui». Quello allora chiese un lume, si precipitò dentro e tremando cadde ai piedi di Paolo e Sila; poi li condusse fuori e disse: «Signori, che cosa devo fare per essere salvato?». Risposero: «Credi nel Signore Gesù e sarai salvato tu e la tua famiglia». E proclamarono la parola del Signore a lui e a tutti quelli della sua casa.
Egli li prese con sé, a quell’ora della notte, ne lavò le piaghe e subito fu battezzato lui con tutti i suoi; poi li fece salire in casa, apparecchiò la tavola e fu pieno di gioia insieme a tutti i suoi per avere creduto in Dio.

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