#12Luglio2020 “DIO SA GUARDARE LA NOVITÀ OLTRE” (15ma Domenica Tempo Ordinario A)

Un seminatore intelligente non sprecherebbe semi inutilmente su sassi, strade e rovi, ma cercherebbe subito terreno pronto e fertile.
Ma Dio è oltre l’intelligenza che guarda dentro, è innamorato e l’amore ti fa andare oltre, guardare non dentro ma oltre. Dio semina sempre e comunque in noi. Semina nonostante le strade dure della nostra aridità ed incapacità di stupirci più di nulla. Semina nonostante i sassi delle nostre idee e fisime personali in cui ci chiudiamo. Semina nonostante l’affogamento che abbiamo nei rovi delle nostre preoccupazioni e scelte da noi stessi fatte. (Vangelo)


Semina perché così deve fare e non può fare diversamente è nella sua natura e la sua Parola ha sempre effetto, sa aspettare ( 1 lettura).


Semina perché la Parola possa aiutarci a guardare, leggere, dare senso alle sofferenze e pesi della vita, riletti come un parto da portare a termine, con obiettivo (2 lettura)


E tu? Noi? Come società, comunità, cosa seminano negli altri? Poniamo condizioni per seminare o siamo capaci di investire sempre con amore? La forza è lì perché “il tempo è superiore allo spazio” (Papa Francesco)

Qui il video di approfondimento al Vangelo di oggi https://youtu.be/U3ME17RVHIw

Qui il testo delle letture

Is 55,10-11
Così dice il Signore:
«Come la pioggia e la neve scendono dal cielo
e non vi ritornano senza avere irrigato la terra,
senza averla fecondata e fatta germogliare,
perché dia il seme a chi semina
e il pane a chi mangia,
così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca:
non ritornerà a me senza effetto,
senza aver operato ciò che desidero
e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata».

Rm 8,18-23
Fratelli, ritengo che le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria futura che sarà rivelata in noi. L’ardente aspettativa della creazione, infatti, è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio.
La creazione infatti è stata sottoposta alla caducità – non per sua volontà, ma per volontà di colui che l’ha sottoposta – nella speranza che anche la stessa creazione sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio.
Sappiamo infatti che tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi. Non solo, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo.

Mt 13,1-9 Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.
Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».

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