#26Agosto2020 “DOMESTICI A TEMPO PIENO” (Giovedì 21ma Tempo Ordinario)

A cura del prof. Massimiliano Arena

Non è una pubblicità per prodotti per la casa, ma una foto evocativa di uno stile da assumere.

Gesù parla di vegliare, di stare sempre pronti, ed è questo il tema principale, essere operosi continuamente in preghiera ed in attività di amore, di carità, attività pastorale. Mi colpisce però un passaggio del testo: Gesù mette questo servo a “capo dei domestici”. Usa questa immagine, come se per ben vegliare occorre essere “domestici a tempo pieno”.

La Chiesa, noi tutti membri della Comunità sia civile che ecclesiale, dobbiamo tornare allo stile del servizio. Una Chiesa, una Comunità, un nostro essere, come “domestici”. Sempre pronti a provvedere perchè tutto funzioni bene, tutto sia pulito, che chiunque entri si senta accolto, respiri buon profumo, si senta a casa. Il mondo, le nostre città, la società civile, la Chiesa, possono tornare ad essere “casa”, a splendere, profumare di amore e legalità, essere accoglienti e generative, se torniamo tutti ad uno stile di servizio, di veglia, quasi di stare in un ansia di Amore a chi può fare sempre meglio. Questa è la Veglia che vuole Gesù, non sterile stare in preghiera, ma un cuore pronto che prega, che ama, che costruisce.

Ecco il testo del Vangelo

Mt 24,42-51
 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
 
«Vegliate, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo.
 
Chi è dunque il servo fidato e prudente, che il padrone ha messo a capo dei suoi domestici per dare loro il cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così! Davvero io vi dico: lo metterà a capo di tutti i suoi beni.
Ma se quel servo malvagio dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda”, e cominciasse a percuotere i suoi compagni e a mangiare e a bere con gli ubriaconi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli ipocriti: là sarà pianto e stridore di denti».

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