#03Settembre2020 OLTRE IL LARGO DI PAURE E FALLIMENTI (Giovedì 22ma Tempo Ordinario)

Settembre è un mese di riprese. Scuola, lavoro, parrocchie. Quest’anno le riprese sono più incerte che mai, piene più che mai di precarietà, povertà, paura del futuro, incapacità di comprendere come affrontare e mettere insieme ogni attività con il nemico virus.

Insomma siamo come persone che non sanno più fare le cose che hanno sempre fatto. Come Pietro che non sa più pescare e quando Gesù vuole insegnargli a farlo, gli dice di provarci ancora, si arrabbia come a dire io sono del mestiere che ne sai tu.

Gesù invece ne sa e come della nostra vita. Con Lui ed in Lui la nostra vita può fiorire e prendere il largo oltre ogni paura e fallimento. Non perché Gesù abbia la bacchetta magica ma con Cristo nel cuore, con la Sua Sapienza che quotidianamente scava in noi, si impara a guardare sempre oltre, sempre un po’ più in là, sempre al largo, desiderosi di continuare sempre nonostante le difficoltà del momento, che ci sono, sono oggettive, ma non sono più grandi di noi e nemmeno della Parola di Dio.

Ecco il testo del Vangelo

Lc 5,1-11 In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca.
Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare.
Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini».
E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

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