#04Settembre2020 “CAMBIARE SENZA RATTOPPARE” (Venerdì 22ma Tempo Ordinario)

Gesù utilizza una bellissima immagine per spiegare come quando nella vita si decide di incontrare Lui, di camminare con Lui, sulle sue orme, sulla via del Vangelo, occorre cambiare.

La presenza di Gesù è cambiamento (dal greco metanoia) cioè inversione totale di tendenza, perchè Egli da senso alla mia vita, la profuma di un sapore dimenticato, perchè spesso non riflettendo sulle cose, facendole giusto per perdiamo il sapore delle cose.

La presenza di Gesù è gioia, è un cambiamento che porta alla gioia anche se chiede delle privazioni apparenti (il digiuno) ma sono privazioni, scelte, per un bene superiore.

Il limite che Gesù sottolinea è proprio qui. Spesso ci troviamo davanti a momenti di crisi, di smarrimento, di sbandamento. Sentiamo che qualcosa in noi si è strappato. Alcune volte ci accorgiamo da soli della cosa, altre volte eventi brutti vanno ad amplificare cose simili. Relazioni finite, progetti falliti, spesso fanno emergere strappi che erano presenti e coperti da tempo. Come reagiamo a tutto ciò? Spesso rattoppiamo, copriamo, sistemiamo un pezzetto lì e un pezzetto qua, sprecando buona stoffa messa su stoffa vecchia. Il Vangelo chiede cambiamento, conversione. Inutile rattoppare, serve cambiare, eliminare, strappare via parti vecchie per rifarle. Questo è il digiuno, privarsi per un bene maggiore. Questo porta alla felicità, vera, non rattoppata e di basso costo.

Il Vangelo ci spinge ad una vita vissuta in pieno, bella, non a surrogati.

Ecco il testo del Vangelo.

Lc 5,33-39
 
In quel tempo, i farisei e i loro scribi dissero a Gesù: «I discepoli di Giovanni digiunano spesso e fanno preghiere, così pure i discepoli dei farisei; i tuoi invece mangiano e bevono!».
 
Gesù rispose loro: «Potete forse far digiunare gli invitati a nozze quando lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora in quei giorni digiuneranno».
 
Diceva loro anche una parabola: «Nessuno strappa un pezzo da un vestito nuovo per metterlo su un vestito vecchio; altrimenti il nuovo lo strappa e al vecchio non si adatta il pezzo preso dal nuovo. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino nuovo spaccherà gli otri, si spanderà e gli otri andranno perduti. Il vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi. Nessuno poi che beve il vino vecchio desidera il nuovo, perché dice: “Il vecchio è gradevole!”».

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