#09Settembre2020 “CAPOVOLTA FELICITÀ” (Mercoledì 23ma Tempo Ordinario)

Che strano Vangelo. Chiama beati (felici) coloro che vivono situazioni pessime e dice guai (tra il vergognatevi e state attenti) a chi vive delle situazioni di confort, realizzazione per il mondo.

È impazzito Gesù? Vuole sfidare la pazienza dei suoi interlocutori, oppure sta cercando di spiegare, rivelare (Lui è “l’esegeta” più fine) il senso della vita, il senso delle cose, il senso stesso della felicità.

La nostra felicità non è data dalle situazioni belle o brutte che viviamo. Esse ci sono e ci saranno sempre a ciclicità. La felicità è una decisione personale, una scelta personale sul come impostare la vita. Una scelta che dipende dalla fiducia. Si, chiediamoci di chi ci fidiamo. O meglio a chi affidiamo la nostra vita, il senso delle cose. Se ci fidiamo e affidiamo solo a noi stessi crolliamo prima di iniziare. Se ci fidiamo ed affidiamo solo sugli altri, su ricchezze, realizzazioni potrebbero crollare. Gesù chiede di fidarsi di Dio, della Sua promessa di felicità per chi è capace di lottare. Allora si felice anche nella situazione pessima, perché è un momento e tu stai cercando e costruendo qualcosa di più e stai attento nella situazione ottima, attento chiedendoti come ci sei arrivato, come l’hai costruita, di cosa si regge per non crollare poi.

Ecco il testo del Vangelo

Lc 6,20-26
In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva:

«Beati voi, poveri,
perché vostro è il regno di Dio.
Beati voi, che ora avete fame,
perché sarete saziati.
Beati voi, che ora piangete,
perché riderete.
Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti.

Ma guai a voi, ricchi,
perché avete già ricevuto la vostra consolazione.
Guai a voi, che ora siete sazi,
perché avrete fame.
Guai a voi, che ora ridete,
perché sarete nel dolore e piangerete.
Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti».

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