#25Ottobre2020 – “L’AMORE TRA RIFLESSI E CREATIVITA’ ” (30ma Domenica Tempo Ordinario/A)

A cura del Prof. Massimiliano Arena

Un’altro bel tranello tirato a Gesù, peggio di quello della scorsa domenica. Questa volta per farlo non si mettono insieme due gruppi nemici per fare del male, ma vanno di astuzia più profonda, chiamo un esperto della Legge, un grande saputello (un nomikos) . Infatti chiederà a Gesù quale è il più grande comandamento “nella Legge”, gli da lo spazio dell’argomento,quello di cui lui è super esperto. E’ certo di far crollare Gesù.

Gesù risponde con estrema Sapienza, forse anche un pò di sana furbizia. Cita prima il più grande precetto di Israele e poi ne aggiunge uno. Cita Deuteronomio 5, lo Shema Israel, la priorità di ogni Ebreo, “ascoltare Dio e amare la sua Legge”. Ma non bastava, Gesù è la sintesi, il completamento e la rivoluzionedi ogni Legge precedente, quindi non poteva finire così.

Teniamo presente che l’Antica legge di Isreaele contava 613 precetti da imparare a memoria. Di cui 248 (quante erano le ossa del corpo secondo idee del tempo) in positivo, cioè “fai questo o questo” e 365 (per ogni giorno dell’anno) in negativo “non fare”. I 10 comandamenti ervano già stata una sintesi delal sintesi. gesù in Matteo 5 ne fa una revisione ancora rileggendoli.

Ma qui si supera, fa la sintesi della sintesi e si apre alla rivoluzione.

Dice che ascoltando Dio lo si deve fare con tutto il cuore, anima, mente. Il cuore, la sede di ogni mia decisione, della mia passione. L’anima, piena di Dio, che sente nostalgia del suo creatore. La mente, con l’intelligenza. Proprio dall’intelligenza e dalla creatività di ognuno di noi nasce il secondo grande comandamento: amare il prossimo.

Ma non si ferma dice e aggiunge un particolare, un termine di paragone: amare il prossimo come te stesso. Quel “te stesso” è lasintesi di spiritualità e psicologia: devi amare l’altro donadno e desiderando per l’altro ciò che di più bello, nobile, alto, dignitoso vuoi venga fatto e donato a te.

La prima lettura di Esodo 22 ci dice anche chi è questo prossimo, in particolare: orfani, vedeove, forestieri, cioè coloro che sono stati privati, privi di affetto, dignità, possibilità.

Allora vivere il cristianesimo è ascolto e operosità, rifletto e creatività. Ascolto di Dio che mi riempie e mi ama ed io amo per riflesso e amore al fratello, al prossimo, con tutta la mia intelligenza e creatività.

Qui l’aprofondimento video

Eco il testo del Vangelo

Mt 22,34-40

In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducèi, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?». Gli rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: Amerai il tuo prossimo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».

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