#09Novembre2020 “NON FARTI ROMPERE LA TUA DIGNITA’ ” – (Dedicazione della Basilica Lateranense)

A cura del prof. Massimiliano Arena

Qui il commento video dalla rubrica serale #ApriIlFuocoDelVangelo

Questo tempo di pandemia, pieno di incertezze e povertà, pieno di mancanza di visione del futuro, pieno di confusione nelle scelte politiche amministrative, rischia di svuotarci e distruggerci nella nostra dignità. Rischiamo di perdere di vista chi siamo veramente.

Gesù si arrabbia (ci piace anche in questa veste del “quando ci vuole ci vuole”) perchè il tempio è diventato luogo di commercio, ha perso la tua dignità.

Non siamo noi oggi il tempio più bello e più prezioso? Come ci svendiamo noi?

Noi cristiani oggi siamo il tempio che deve splendere in questa confusione del mondo, noi possiamo e dobbiamo dare visione di fortezza, speranza, visioni risolutive e non di sterile polemica.

Gli antichi tempi splendevano come luoghi pieni di forza, luoghi i cui l’uomo ritrovava se stess.

Noi oggi possiamo essere questo, portatori della bellezza del Vangelo, portatori di bellezza, fortezza. Possiamo farlo se ogni giorno noi ci dedichiamo del tempo per la riflessione, per provare a rileggere noi e la nostra vita.

Certamente il Vangelo del giorno aiuta a darsi tempo per fermarsi e riflettere.

Ecco il testo del Vangelo.

Gv 2,13-22
 
Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme.
Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete.
Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!».
 
I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà».
 
Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere».
Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo.
 
Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.

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