#18Novembre2020 “CERCARE BELLE NOTIZIE ALLA LUCE DEL VANGELO” (Mercoledì 33ma Tempo Ordinario)

A cura di Massimiliano Arena

Ecco il commento in formato video dalla rubrica serale #ApriIlFuocoDelVangelo

Ci viene riproposto lo stesso episodio di Domenica scorsa, nella versione di Luca.

Vorrei rileggerlo sotto un altro punto di vista, sotto l’impegno che noi cristiani possiamo avere e dobbiamo avere, che spesso ci chiede delle scelte e delle cernite.

Nella scorsa settimana ci siamo molto soffermati sul cosa potevamo fare, sul fatto che dovessimo impegnarci tanto per gli altri, che come cristiani dobbiamo essere stimolo, amore, tenerezza.

Ma in tutto questo siamo chiamati a fare delle scelte, delle cernite. Chiederci anche sempre come e perchè facciamo le cose.

Per essere più chiari dobbiamo chiederci se ciò che facciamo è in linea con il Vangelo, perchè porti più frutto e perchè sia liberato dalle nostre fragili e povere visioni, dalle nostre povertà e stanchezze che potrebbero rallentare o peggio creare confusioni.

Il Vangelo è buona notizia, bella notizia. Notizia che educa a visioni nuove, notizia da vivere, notizia da raccontare.

Il mondo in questo momento è pieno di brutte notizie, Il Vangelo ci aiuta a recuperare e cercare belle notizie, i semi buoni da sviluppare, il potenziale giusto da sviluppare e non svilire.

Anche la prima lettura ci conferma ciò, la visioni dei quattro esseri simbolo dei quattro evangelisti.

Ecco il testo del Vangelo

Lc 19,11-28

In quel tempo, Gesù disse una parabola, perché era vicino a Gerusalemme ed essi pensavano che il regno di Dio dovesse manifestarsi da un momento all’altro. Disse dunque: «Un uomo di nobile famiglia partì per un paese lontano, per ricevere il titolo di re e poi ritornare. Chiamati dieci dei suoi servi, consegnò loro dieci monete d’oro, dicendo: “Fatele fruttare fino al mio ritorno”. Ma i suoi cittadini lo odiavano e mandarono dietro di lui una delegazione a dire: “Non vogliamo che costui venga a regnare su di noi”. Dopo aver ricevuto il titolo di re, egli ritornò e fece chiamare quei servi a cui aveva consegnato il denaro, per sapere quanto ciascuno avesse guadagnato. Si presentò il primo e disse: “Signore, la tua moneta d’oro ne ha fruttate dieci”. Gli disse: “Bene, servo buono! Poiché ti sei mostrato fedele nel poco, ricevi il potere sopra dieci città”.
Poi si presentò il secondo e disse: “Signore, la tua moneta d’oro ne ha fruttate cinque”. Anche a questo disse: “Tu pure sarai a capo di cinque città”.
Venne poi anche un altro e disse: “Signore, ecco la tua moneta d’oro, che ho tenuto nascosta in un fazzoletto; avevo paura di te, che sei un uomo severo: prendi quello che non hai messo in deposito e mieti quello che non hai seminato”.
Gli rispose: “Dalle tue stesse parole ti giudico, servo malvagio! Sapevi che sono un uomo severo, che prendo quello che non ho messo in deposito e mieto quello che non ho seminato: perché allora non hai consegnato il mio denaro a una banca? Al mio ritorno l’avrei riscosso con gli interessi”.
Disse poi ai presenti: “Toglietegli la moneta d’oro e datela a colui che ne ha dieci”. Gli risposero: “Signore, ne ha già dieci!”. “Io vi dico: A chi ha, sarà dato; invece a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha. E quei miei nemici, che non volevano che io diventassi loro re, conduceteli qui e uccideteli davanti a me”».
Dette queste cose, Gesù camminava davanti a tutti salendo verso Gerusalemme.

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