#22Novembre2020 “UN REGNO FATTO DI PICCOLI GESTI” (Domenica di Cristo Re/A)

A cura di Massimiliano Arena

Qui il video di approfondimento al testo del Vangelo di oggi

Gesù presenta la guida per affrontare l’esame finale della vita. Su cosa saremo esaminati (giudicati non mi piace).

Saremo messi alla prova per capire se avremo compreso il messaggio del Vangelo sulla capacità di amare. Ma quando? Solo nel guidizio finale? No, sempre, ora e sempre.

Ogni giorno Cristo ci chiede di essere attuatori veri e concreti del Suo Regno di Amore, un’attuazione che si concretizza in piccoli gesti verso i bisogno dei fratelli. Le categorie citate sono di persone che necessitano di bisogni particolari perchè privati e depauperati del necessario.

Nelle Domeniche precedenti abbiamo parlato di capacità di Veglia, di Prudenza, di mettersi in gioco con i doni di Dio. Abbiamo visto varie parabole che aveva un uomo, un signore, un padrone come protagonista. In questa Domenica il protagonista è il “Padre Mio”, è Dio nella sua manifestazione di paternità.

Se deve attuare il Regno verso i fratelli, amarli nella loro condizione, nelle loro fragilità e bisogno, devo sentirli fratelli e li sento fratelli se li sento figli del mio stesso Dio Padre.

Ci chiede un esame semplice e concreto, in cui non si può copiare e bleffare, ognuno deve rispondere del suo, del suo concreto desiderio di andare verso i fratelli.

Dio ci ama e chiede di amarlo in una concrettezza che si fa carne: i fratelli.

Se faremo ciò saremo benedetti da Lui ( lo dice il testo – “Benedetti dal Padre mio”, chi invece non vorrà vivere ciò sarà maledetto, ma da solo, non è citato da chi. Chi vive la concretezza dell’Amore vive nella bellezza data da Dio, chi non la vive decide di vivere in una vita sterile, vuota, decisa in proprio.

La forza la prenderemo dalla Fede. Sarà la Fede ad illuminare la Speranza che ci spinge a vedere un mondo nuovo, un “Regno Nuovo”, e la Speranza ci aprirà una Carità profonda nel rendere possibile la novità dell’Amore in un Regno Nuovo di Amore.

Nella Prima Lettura di Ezechiele troviamo un incoraggiante passaggio sul fatto che nulla è mai perduto di noi. Dio passa in rassegna le sue pecore ma non permette che siano perse. Anche quando ci condanniamo a non voler vivere una vita vera nell’Amore egli ci cerca se siamo perduti, viene nel nostro smarrimento e cura la nostra malattia. Ci viene data sempre una possibilità .

Nella Seconda Lettura di Prima Corinzi Cristo si presenta come “Re” che deve consegnare il Regno al Padre ma prima deve “mettere tutto sotto i suoi piedi”. Che bella certezza per noi. Cristo “Regna” sul male, può porre fine al male e per farlo ha bisogno di noi che diventiamo attuatori del suo regno, diffusori di questo amore.

Ecco qui il video di riflessione sulle due letture dalla Rubrica serale di #ApriIlFuocoDelVangelo

Di seguito i testi del Vangelo e delle due letture

Mt 25,31-46

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria.
Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra.
Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi.
Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?.
E il re risponderà loro: In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me.
Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato. Anch’essi allora risponderanno: Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?. Allora egli risponderà loro: In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me.
E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».

Ez 34,11-12.15-17 —– Così dice il Signore Dio: Ecco, io stesso cercherò le mie pecore e le passerò in rassegna. Come un pastore passa in rassegna il suo gregge quando si trova in mezzo alle sue pecore che erano state disperse, così io passerò in rassegna le mie pecore e le radunerò da tutti i luoghi dove erano disperse nei giorni nuvolosi e di caligine. Io stesso condurrò le mie pecore al pascolo e io le farò riposare. Oracolo del Signore Dio. Andrò in cerca della pecora perduta e ricondurrò all’ovile quella smarrita, fascerò quella ferita e curerò quella malata, avrò cura della grassa e della forte; le pascerò con giustizia.
A te, mio gregge, così dice il Signore Dio: Ecco, io giudicherò fra pecora e pecora, fra montoni e capri.

1Cor 15,20-26.2 ——– Fratelli, Cristo è risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti.
Perché, se per mezzo di un uomo venne la morte, per mezzo di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti. Come infatti in Adamo tutti muoiono, così in Cristo tutti riceveranno la vita. Ognuno però al suo posto: prima Cristo, che è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo. Poi sarà la fine, quando egli consegnerà il regno a Dio Padre, dopo avere ridotto al nulla ogni Principato e ogni Potenza e Forza.
È necessario infatti che egli regni finché non abbia posto tutti i nemici sotto i suoi piedi. L’ultimo nemico a essere annientato sarà la morte.
E quando tutto gli sarà stato sottomesso, anch’egli, il Figlio, sarà sottomesso a Colui che gli ha sottomesso ogni cosa, perché Dio sia tutto in tutti.

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