#03Dicembre2020 “SVEGLIARSI É RIVEDERE LE PROPRIE BASI” (Giovedì 1a Avvento)

A cura di Massimiliano Arena

Ecco il commento video della rubrica serale di #ApriIlFuocoDelVangelo

Il problema della vita non sono le tempeste, ma su cosa fondiamo la nostra casa.

Le tempeste, i Mali, le negatività, ci sono e saranno sempre nella vita, è impossibile una vita senza. Non è in nostro potere eliminarli. Ciò che possiamo fare è decidere su cosa fondare la nostra vita.

Se decido di fondarla su cose “deboli” come denaro, successo, orgoglio. O peggio indifferenza, cioè non fondata su nulla, alla giornata, senza obiettivi né senso, quando arriverà la tempesta essa crollerà.

Se decido di avere delle basi forti nessuna tempesta farà paura. Certo, potrà creare qualche danno, qualche crepa, ma resterà in piedi.

Cristo si presenta come roccia su cui fondare la vita. Come si fa?

Giorno per giorno con la Parola. Un lavoro quotidiano dove mattone su mattone costruiamo in noi la virtù della fortezza. Ogni giorno un pezzo di sapore, di Sapienza per avere il necessario per affrontare il tutto.

La roccia mi da stabilità perché non mi crolla sotto i piedi.

La prima lettura ci parla di una citta forte costruita su Dio. Siamo noi questa città.

Ecco i testi delle letture.

Mt 7,21.24-27 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.
Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia.
Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande

Is 26,1-6 In quel giorno si canterà questo canto nella terra di Giuda:
«Abbiamo una città forte;
mura e bastioni egli ha posto a salvezza.
Aprite le porte:
entri una nazione giusta,
che si mantiene fedele.
La sua volontà è salda;
tu le assicurerai la pace,
pace perché in te confida.
Confidate nel Signore sempre,
perché il Signore è una roccia eterna,
perché egli ha abbattuto
coloro che abitavano in alto,
ha rovesciato la città eccelsa,
l’ha rovesciata fino a terra,
l’ha rasa al suolo.
I piedi la calpestano:
sono i piedi degli oppressi,
i passi dei poveri».

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