#05Dicembre2020 “SVEGLIARSI È ESSERE OPERAI DELLA FELICITÀ ALTRUI” (Sabato 1a di Avvento)

A cura di Massimiliano Arena

Ecco il commento video alle letture dalla rubrica serale #ApriIlFuocoDelVangelo

Si, avete letto bene, operai e non operatori. Per indicare proprio il bisogno di concreto lavoro.

In questa settimana abbiamo declinato in vari modi il verbo svegliarsi, in un alternarsi tra scoperta di sé, ricerca interiore e lavoro/amore/verso gli altri.

L’Avvento ci fa riflettere su Cristo che è venuto a farsi Amore, che verrà a giudicarci sull’amore che abbiamo prodotto e che viene ogni giorno a darci la forza di essere Amore.

Gesù prova compassione, ancora una volta questa meravigliosa espressione.

Gesù si fa condivisore delle nostre passioni positive e negative e manda operai a lavorare nel mondo.

Dio ha già la soluzione per il male nel mondo, la soluzione sei tu. Egli ti ha creato per essere operaio della felicità altrui. Egli lo è per te, altri lo saranno per te. Riconoscilo.

Ecco i testi delle letture

Mt 9,35-10,1.6-8
In quel tempo, Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità.
Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!».
Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità.
E li inviò ordinando loro: «Rivolgetevi alle pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».

Is 30,19-21.23-26 Popolo di Sion, che abiti a Gerusalemme,
tu non dovrai più piangere.
A un tuo grido di supplica [il Signore] ti farà grazia;
appena udrà, ti darà risposta.
Anche se il Signore ti darà il pane dell’afflizione
e l’acqua della tribolazione,
non si terrà più nascosto il tuo maestro;
i tuoi occhi vedranno il tuo maestro,
i tuoi orecchi sentiranno questa parola dietro di te:
«Questa è la strada, percorretela»,
caso mai andiate a destra o a sinistra.
Allora egli concederà la pioggia per il seme
che avrai seminato nel terreno,
e anche il pane, prodotto della terra, sarà abbondante e sostanzioso;
in quel giorno il tuo bestiame pascolerà su un vasto prato.
I buoi e gli asini che lavorano la terra
mangeranno biada saporita,
ventilata con la pala e con il vaglio.
Su ogni monte e su ogni colle elevato
scorreranno canali e torrenti d’acqua
nel giorno della grande strage,
quando cadranno le torri.
La luce della luna sarà come la luce del sole
e la luce del sole sarà sette volte di più,
come la luce di sette giorni,
quando il Signore curerà la piaga del suo popolo
e guarirà le lividure prodotte dalle sue percosse.

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