#08Dicembre2020 “CONVERTIRSI E’ ACCETTARE L’IMPREVEDIBILITA’ DA TENTAZIONE IN OCCASIONE” (Immacolata Concezione)

A cura di Massimiliano Arena
Oggi è l’Immacolata Concezione e vogliamo anche oggi continuare il nostro cammino di Avvento e declinare il verbo convertirsi. Vogliamo anche far si che Maria sia illuminante con il suo umano esempio a questo particolare tempo che viviamo.
In questo testo (conosciutissimo) troviamo un nome, un luogo, una situazione bene definita. Maria, nella sua Nazareth, “promessa sposa di Giuseppe”, con un progetto di vita abbastanza chiaro e definito. Eppure giunge Dio e crea imprevedibilità. Dio scompone i piani di Maria chiedendoli altro. Sembrava una tragedia.
Quanta imprevedibilità abbiamo vissuto in questo periodo? Quante cose cambiate, smontate, distrutte in apparenza. Eppure Dio ci chiama in mezzo a queste novità.
Ogni imprevedibilità può essere un momento per distruggersi, vanificarsi, o ricostruirsi, cogliere il buono, cogliere nuove bellezze e ripartire, appunto convertirsi.
Dio ci parla nell’imprevedibilità, ci interpella, ci evoca, perchè ciascuno di noi viva in questa la propria vocazione.
La chiama “Piena di grazia”, cioè “piena dell’attenzione di Dio”. Si, Dio nell’imprevedibilità ci ama, con uno sguardo più tenero e penetrante che mai, ci interpella, ci sprona perchè l’Amore sprona.
A noi decidere se lasciarci smontare e cadere e viverla come tentazione o accogliere il dolce invito a “Non temere” e trasformarla in occasione di crescita, novità.
La prima Lettura della Genesi ci parla della lotta del bene e del male, di Dio che chiede all’uomo “dove sei?” dopo che scelto il male. Ci possono essere imprevedibilità che ci schiacciano in tentazione ed imprevedibilità che possiamo dominare in occasioni. Dio in esse ci chiama sempre e ci chiede di renderci conto di dove siamo, cosa stiamo facendo.
Nella Seconda Lettura troviamo il motivo per cui è possibile trasformare le tentazioni in occasioni: perchè Cristo ha ricapitolato tutto in Lui, quindi anche dal male il discepolo di Cristo trova la via del bene, anche dal male ricava una strada di insegnamento positivo.
Ecco i testi delle letture
VANGELO – Lc 1, 26-38
In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.
Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
PRIMA LETTURA – Gen 3,9-15.20
[Dopo che l’uomo ebbe mangiato del frutto dell’albero,] il Signore Dio lo chiamò e gli disse: «Dove sei?». Rispose: «Ho udito la tua voce nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto». Riprese: «Chi ti ha fatto sapere che sei nudo? Hai forse mangiato dell’albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?». Rispose l’uomo: «La donna che tu mi hai posto accanto mi ha dato dell’albero e io ne ho mangiato». Il Signore Dio disse alla donna: «Che hai fatto?». Rispose la donna: «Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato».
Allora il Signore Dio disse al serpente:
«Poiché hai fatto questo, maledetto tu fra tutto il bestiame e fra tutti gli animali selvatici!
Sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai per tutti i giorni della tua vita. Io porrò inimicizia fra te e la donna, fra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno».
L’uomo chiamò sua moglie Eva, perché ella fu la madre di tutti i viventi.
SECONDA LETTURA – Ef 1,3-6.11-12
Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo.
In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo
per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità,
predestinandoci a essere per lui figli adottivi
mediante Gesù Cristo,
secondo il disegno d’amore della sua volontà,
a lode dello splendore della sua grazia,
di cui ci ha gratificati nel Figlio amato.
In lui siamo stati fatti anche eredi,
predestinati – secondo il progetto di colui
che tutto opera secondo la sua volontà –
a essere lode della sua gloria,
noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo.