#09Dicembre2020 – “CONVERTIRSI E’ SAPERSI RIPOSARE IN DIO” (Mercoledì 2a di Avvento)

A cura di Massimiliano Arena

Si, possiamo dirlo, cominciamo ad essere tutti un pò stanchi. C’è stanchezza personale, fisica, mentale. C’è stanchezza sociale, tensioni.

Il signor Covid, le varie situazioni, il vaso di pandora che si scoperchiato sulle nostre fragilità e povertà, ci sta portando a tanta stanchezza e smarrimento. In più anche il Natale doveva toccarci, proprio non la mandiamo giù.

Ma ci ha già toccato gli affetti, le persone care decedute o in sofferenza, la paura dei contagi per le persone care.

Ci aveva già toccato i sogni, frantumati, di tanti che avevano già investito tutto di se stessi.

Il Vangelo di oggi ci invita a riposare in Dio, non è un azione facile. Fa parte della conversione, decidere di dare a Lui l’importanza necessaria, Egli è anche Colui che può aiutarmi, può coccolarmi.

Si, spesso abbiamo bisogno di coccole. Un buon psicologo direbbe che abbiamo bisogno anche di coccolare noi stessi, con un viaggio, una tisana, una cioccolata calda, la lettura di un buon libro.

Se in questo ci mettiamo ad esempio la lettura di un testo bello di riflessione, di spiritualità. La pagina del Vangelo del giorno, allora quella coccola personale diventa la coccola di Dio.

Egli dice che darà “ristoro” non semplice riposo. Non fare solo liberare dalle stanchezze, ma donerà il necessario per continuare il viaggio.

Cosi anche la prima lettura di Isaia ci parla di un Dio che non ha paragoni. Si, da tanti possiamo andare a cercare aiuto, ma solo da in Dio possiamo trovare “Colui che da forza alla stanzo e moltiplica la forza”.

Ecco i testi delle letture.

VANGELO – Mt 11,28-30
 
In quel tempo, Gesù disse: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

PRIMA LETTURA – Is 40,25-31
 
«A chi potreste paragonarmi,
quasi che io gli sia pari?» dice il Santo.
Levate in alto i vostri occhi e guardate:
chi ha creato tali cose?
Egli fa uscire in numero preciso il loro esercito
e le chiama tutte per nome;
per la sua onnipotenza e il vigore della sua forza
non ne manca alcuna.
 
Perché dici, Giacobbe,
e tu, Israele, ripeti:
«La mia via è nascosta al Signore
e il mio diritto è trascurato dal mio Dio»?
Non lo sai forse?
Non l’hai udito?
Dio eterno è il Signore,
che ha creato i confini della terra.
Egli non si affatica né si stanca,
la sua intelligenza è inscrutabile.
Egli dà forza allo stanco
e moltiplica il vigore allo spossato.
Anche i giovani faticano e si stancano,
gli adulti inciampano e cadono;
ma quanti sperano nel Signore riacquistano forza,
mettono ali come aquile,
corrono senza affannarsi,
camminano senza stancarsi.

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