#31Dicembre2020 “RIAPRIRE IL SENSO DELLE COSE A FINE ANNO” (Settimo giorno Ottava di Natale)

A cura di Massimiliano Arena

Ultimo giorno dell’anno e come ogni fine ed ogni inizio porta in se quasi in maniera innata il fare bilanci, anche se spesso ci diciamo che cosi non deve essere, che non è giusto farli, che ogni giorno ha la sua bellezza.

Ma frasi fatte a parte, abbiamo bisogno di avere momenti di inizi sempre nuovi. L’anno alle spalle non è stato il massimo, o forse più di altri anni lo è stato.

Insomma c’è grande confusione…perchè non siamo abituati a fermarci e trovare il senso delle cose.

Ci viene presentato oggi il Vangelo del prologo di Giovanni, un concentrato denso di letteratura, spiritualità, Teologia e Filosofia. Ma senza troppi grandi discorsi penso che potremmo farci due domande davanti a questo testo, molto semplici e concrete:

  1. Cosa ho imparato di buono al termine di questo anno e cosa voglio buttare via da me?
  2. Che ruolo ha avuto Dio in questo mio anno, in questa mia capacità di portare a casa cose buone e buttare via cose vecchie?

Il prologo ci dice che Dio è il senso della storia, Colui è era prima che il mondo fosse, l’eterno ragionamento, l’eterna Parola, l’Eterno Senso prima di ogni cosa. Bene, che ruolo ha avuto in me Dio, che senso ho dato io al tutto?

Gli uomini non l’accolgono, dice il testo. Ed io? Ho accolto Dio in questo anno, ho accolto questo anno strano come dono di Dio?

Non il il Covid ad essere dono di Dio, ma quanti doni possiamo aver tirato fuori grazie a Dio da questo anno negativo?

Questo è rileggere in maniera teologica, in maniera spirituale la storia.

Ecco il testo del Vangelo

Gv 1,1-18
 
In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
 
Egli era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
 
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l’hanno vinta.
 
Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
 
Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo
e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi,
e i suoi non lo hanno accolto.
 
A quanti però lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali, non da sangue
né da volere di carne
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
 
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità.
 
Giovanni gli dà testimonianza e proclama:
«Era di lui che io dissi:
Colui che viene dopo di me
è avanti a me,
perché era prima di me».
 
Dalla sua pienezza
noi tutti abbiamo ricevuto:
grazia su grazia.
Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè,
la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
 
Dio, nessuno lo ha mai visto:
il Figlio unigenito, che è Dio
ed è nel seno del Padre,
è lui che lo ha rivelato.

Ecco il video commento

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