#06Gennaio2020 “SEGUI LA TUA STELLA, INIZIA IL CAMMINO” (Epifania del Signore)

A cura di Massimiliano Arena

Eccoci al termine delle feste Natalizie, l’epifania chiude il periodo, la piena manifestazione di Dio incarnato a tutte le genti, razze, culture.

Auguri ai fratelli ortodossi, che oggi in questo ricordo della piena manifestazione, celebrano la festività del Natale.

È tempo di porsi una domanda: ora come vogliamo concretizzare questo Natale (vissuto forse più spiritualmente) nel ritorno alla nostra quotidianità?

Lasciamoci aiutare da protagonisti, elementi, di questo testo: Erode, I Magi, la stella.

Erode, uomo del potere, segno del potere che tutto vuole dominare, controllare, calcolare. Oggi siamo Erode quando cadiamo nella tentazione di vivere la vita nostra calcolando tutto, opprimere la vita altrui calcolandola secondo nostri interessi. Egli chiede ai Magi “informatevi e fatemi sapere”, con verbo aoristo imperativo, indicante un azione iniziata e mai finita. È il male, il potere, che tutto vuole sempre dominare e controllare nel mondo.

I Magi, traducibili con antichi astrologi astronomi, forse maghi e cartomanti, sulla cui origine, nomi, si è scritto tanto anche negli apocrifi. Essi rappresentano i calcolatori anche, i sapienti che venivano utilizzate per consulto, capaci di istruire e dare soluzioni. Loro a differenza di Erode si mettono in cammino, si lasciano affascinare da un bambino, senza calcoli. Un bambino che non parla e non ha sapienza.

Seguono una stella. Anche qui tante teorie. Ne parla l’antico testamento come profezia. Keplero parlava di allineamento di Giove e Saturno. La letteratura è piena di esempi di grandi uomini (ad esempio Alessandro il Grande, Augusto) che iniziano lasciandosi guidare da una stella. Ma ha un senso spirituale esistenziale stupendo. Essa è simbolo dei desideri più grandi. La parola stessa desiderio significa “mancanza di stelle”, come voglia di volare alto, di andare al meglio.

I Magi iniziano un cammino perché vogliono volare alto, vogliono andare oltre loro stessi, intuiscono che possono meritare di più per la loro felicità, oltre i calcoli senza senso, oltre le sapienze di cui erano maestri e che non portavano a vera felicità. Davanti a Gesù si chinano e adorano. Adorare ha una doppia bellezza di significa dalle etimologie latina o greca. Dal greco ricorda l’atto di stare prostrati a Dio, chinati con la consapevolezza di non essere degli dei, ma di necessitare di una relazione oltre il limite dell’umano. Quella latina che indica il “portare alla boccac, simbolo di un bacio, di intimità.

Dopo questo incontro i Magi tornano alla loro quotidianità, cambiati, capaci di non lasciarsi più raggirare da Erode, per un’altra strada.

L’epifania ci invita a seguire la nostra stella, i nostri desideri più grandi, le profondità del cuore, il desiderio di andare oltre, di meritare di più. Interrogarci davanti a Dio oltre i nostri vani calcoli, allargando gli orizzonti, cercare in Cristo sapienza e verità in un nuovo cammino che ci libererà dal perderci dietro i nuovi erode dietro coloro che vogliono svendere la nostra felicità e dignità, cambiando strada, andando contro corrente.

Qui il video commento approfondito anche con prima e seconda lettura

Qui il testo del Vangelo

Mt 2,1-12

Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: “E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele”». Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo». Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.

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