#10Gennaio2021 “TU SEI UN FRAMMENTO DI DIO NEL MONDO” (Battesimo del Signore/B)

A cura di Massimiliano Arena

Oggi ricordiamo il Battesimo del Signore. Questa celebrazione ci apre la mente a riflettere su tre realtà: il nostro Battesimo, l’umiltà di Dio, la nostra umilità.

IL NOSTRO BATTESIMO – E’ si diverso da quello che amministrava Giovanni, che ha ricevuto Gesù. Quello era un Battesimo preparatorio, il nostro è un Battesimo detto “dello Spirito”, cioè lo Spirito Santo agisce in noi cambiandoci. Mi direte: cambiando cosa? Cosa può cambiare in un bambino che riceve il Battesimo? Apparentemente nulla, ad esso Dio impone come un timbro, un marchio: Egli è mio figlio, consacrato.

Si nel Battesimo diveniamo, come si insegnano, Figli di Dio. Proprio come Dio dice di Cristo in questo Vangelo di oggi, quando il cielo si apre e si sente la voce “Tu sei mio figlio”. Che meraviglia, diveniamo come Cristo, siamo fratelli di Cristo, coeredi delle sue stesse meraviglie. Ora per scelta di genitori che ci portano al Battesimo, nella vita dovremo vivere per scelta tale dignità, con la nostra libertà e creatività. Siamo frammenti di Dio, schegge fatte di Lui, siamo quindi schegge di Amore vero inviate nel mondo. Cosi come per Gesù dal Battesimo inizia la sua nuova quotidianità, quella della missione, della predicazione, cosi ciascuno di noi nella sua quotidianità diventa annunciare dell’Amore di Dio con la sua vita, le sue relazioni, il suo lavoro.

UMILTA’ DI DIO – Cristo, presenza viva di Dio, inizia il tutto, ci riporta al cammino della quotidianità, mettendosi in fila con noi peccatori. Il Battesimo di Giovanni era un Battesimo in cui in fila i peccatori andavano a chiedere perdono. Gesù si mette accanto, in fila, per dirci “iniziamo insieme una nuova missione, un nuovo capitolo”.

Riprende la quotidianità quasi tenendoci per mano, camminando con noi, per portarci ad essere schegge di Amore nel mondo, per portarci ad essere missione nuova.

UMILTA’ NOSTRA – Giovanni Battista fa la sua missione e sparisce. Egli dice “non sono degno di sciogliere i legacci dei sandali”. Antica espressione dei servi che dovevano al ritorno dei padroni piombarsi sui sandali e slegarli, lavare i piedi, dare ristoro ai piedi stanchi del cammino. Giovanni si sente umile davanti a Cristo. Egli la voce, Cristo è la Parola, Egli è la lampada, Cristo è la Luce. Egli è la preparazione, Cristo è la Vita.

Giovanni ha da insegnare a noi l’umiltà, se vogliamo essere frammenti di Dio nel mondo dobbiamo imparare ad essere umili.

Come cristiani non siamo noi Dio e non siamo noi la verità, dobbiamo solo amare e portare a questo dono.

Come educatori, insegnanti, noi siamo noi la cultura, la scuola, il sapere, ma dobbiamo umilmente accendere il desiderio a tutto questo.

Come politici, imprenditori, professionisti, non siamo noi il centro del potere, ma dobbiamo umilmente usare il potere perchè sia servizio per il Bene di tutti.

Come genitori, figli, non siamo noi la Verità, ma nell’Amore la cerchiamo insieme, per il bene di tutti.

Ecco il video commento approfondito

Ecco il testo del Vangelo

Mc 1,7-11

In quel tempo, Giovanni proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo». Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E, subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

Anche le altre due letture ci offrono alcuni spunti di riflessione.

PRIMA LETTURA – Is 55,1-11

[…] Cercate il Signore, mentre si fa trovare, invocatelo, mentre è vicino. L’empio abbandoni la sua via e l’uomo iniquo i suoi pensieri; ritorni al Signore che avrà misericordia di lui e al nostro Dio che largamente perdona. Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie. Oracolo del Signore.[…]

Questo stralcio della 1a Lettura ci ricorda come Dio è vicino all’uomo per essere suo sostegno. L’uomo mentre cerca Dio si ritrova cercato da Dio stesso. Dio è li, in fila con i peccatori, accanto a noi. Dio è ormai un tutt’uno con l’uomo sempre dal Natale in poi. Cerchiamolo nel cuore, nella preghiera, nel silenzio, nel dialogo interiore, ed Egli subito sarà Li, è già li.

SECONDA LETTURA – 1Gv 5,1-9

[…] chiunque crede che Gesù è il Cristo, è stato generato da Dio; e chi ama colui che ha generato, ama anche chi da lui è stato generato. In questo conosciamo di amare i figli di Dio: quando amiamo Dio e osserviamo i suoi comandamenti […]

Se crediamo siamo chiamati a vivere amore. Nel silenzio del cuore sentirci amati, avvolti di Amore di Dio e cosi vivere l’amore, nei comandamenti, nelle scelte quotidiane della nostra vita e generare Amore, diventare appunto schegge di Amore di Dio nel mondo.

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