#15Gennaio2021 “CON LA PAROLA GUARDI IN FACCIA LE TUE FERITE” (Venerdì 1a Tempo Ordinario)

A cura di Massimiliano Arena

Quattro persone portano un uomo da Gesù, scoperchiano un tetto per oltrepassare la folla che fa da barriera. Stupendo è leggere in queste quattro persone i quattro evangelisti che portano a Gesù nella confusione della nostra vita e del mondo.

Un uomo, un paralitico, ha bisogno di incontrare Gesù, sa che Lui può guarirlo.

In questi giorni abbiamo parlato del nostro passato da far curare da Dio, riempirlo della sua tenerezza per meglio vivere e riempire di tenerezza il nostro presente e fidarci del nostro futuro.

Ma come si fa a curare davvero il passato, come in un mondo che è confusione che ogni volta che pensiamo al passato pensiamo agli errori e spesso di questi errori ci vergogniamo, ci sentiamo in colpa, è tutto diventa ancora più confuso che tutto appare fuorchè guarito?

Il Vangelo di oggi ci presenta una meravigliosa possibilità di guarigione: stare in profondo contatto con la Parola.

Questo uomo paralitico vuole vedere Gesù, stare in contatto stretto con Lui. Non gli bastava guardarlo da lontano, sapere che era li, attendere che prima o poi passasse. No, Lui voleva incontrarlo da vicino, stare faccia a faccia. Allora si lascia accompagnare, portare dentro, scoperchia un tetto. Quella folla sono tutte le barriere, le confusioni che ci allontano da Cristo. In quei quattro uomini possiamo vedere i quattro evangelisti che ci conducono con i loro scritti a Cristo ancora oggi. Gesù invita a prendere il lettuccio e camminare.

Non accontentiamoci di leggere e seguire il Vangelo per sentito dire, convinti di ricordarci ciò che dice, saperne i concetti. Desideriamo con tutto noi stessi entrarne a contatto, anche se doppiamo faticare un pò, ogni giorno. Solo cosi Cristo scoperchierà la nostra essenza passata, presente e futura e la riempirà di profondo amore. Prenderemo le nostre ferite per dominarle e non lasciarci dominare.

Ecco il testo del Vangelo

Mc 2,1-12

Gesù entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla porta; ed egli annunciava loro la Parola. Si recarono da lui portando un paralitico, sorretto da quattro persone. Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un’apertura, calarono la barella su cui era adagiato il paralitico. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Figlio, ti sono perdonati i peccati». Erano seduti là alcuni scribi e pensavano in cuor loro: «Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può perdonare i peccati, se non Dio solo?». E subito Gesù, conoscendo nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché pensate queste cose nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire al paralitico “Ti sono perdonati i peccati”, oppure dire “Àlzati, prendi la tua barella e cammina”? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra, dico a te – disse al paralitico -: àlzati, prendi la tua barella e va’ a casa tua». Quello si alzò e subito prese la sua barella, sotto gli occhi di tutti se ne andò, e tutti si meravigliarono e lodavano Dio, dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!».

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