#01Febbraio2021 UNA COSA SEI TU, L’ALTRA E’ IL MALE (Lunedì 4a Tempo Ordinario)

Il Vangelo di oggi continua il tema di Gesù che ha autorità sul male, nella versione di Luca, l’incontro con un indemoniato.

Una riflessione profonda si potrebbe fare, ma cerco di sintetizzare il tutto con alcuni punti.

Il male ci rende come morti: L’indemoniato è tra le tombe, cammina tra i sepolcri. Quando volte il male che abbiamo subito, quello che abbiamo fatto, le scelte erronee ci consumano dentro come dei morti, ci fanno puzzare di morte, di incapacità di riprendere in mano la vita.

Il male ci fa auto-lesionare: Le situazioni negative subite o fatte ci portano spesso ad autolesionismo non solo fisico ma anche psicologico, dell’anima, ci autoinfliggiamo di non contare più nulla, di non avere futuro. L’indemoniato di puniva con le pietre. Quante pietre ci buttiamo addosso da soli.

Gesù mette a tacere il male: Come nel Vangelo di ieri dobbiamo ammettere e riconoscere questa autorità della Parola di Gesù, ammettere che Egli può porre fine alla parola del male, alla voce del male. Siamo noi che dobbiamo crederci.

Gesù divide il male da noi: Caccia via i demoni dalla persona. Per Gesù una cosa è l’uomo, l’altra è il male compiuto o subito. Gesù salva sempre l’uomo oltre il male. Il male viene staccato da noi con Cristo e gettato ai maiali (simboli di impurità). Gesù può, se noi desideriamo camminare nella Sua Parola che ci porta ad auto analisi nella verità, allontanare da noi il male, rivalorizzare ciò che siamo, ciò per cui siamo creati.

Gesù salva la persona: La scena presenta alla fine l’indemoniato stanco e confuso con Gesù che li porta consolazione e amore, li mostra una nuova via rendendolo missionario di amore, annunziatore della misericordia.

Non permettiamo al male che abbiamo incontrato, subito o fatto di essere più grande di noi, di renderci incapaci di guardare il futuro, la vita, ma condannarci a farci del male pensandoci da meno. Per Dio tu vali più di ogni male incontrato, subito o fatto. Con Lui puoi allontanare tutto da te e ricominciare. Egli ti renderà portatore di amore ad altri.

Ecco il testo del Vangelo

Mc 5,1-20
 
In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli giunsero all’altra riva del mare, nel paese dei Gerasèni. Sceso dalla barca, subito dai sepolcri gli venne incontro un uomo posseduto da uno spirito impuro.
 
Costui aveva la sua dimora fra le tombe e nessuno riusciva a tenerlo legato, neanche con catene, perché più volte era stato legato con ceppi e catene, ma aveva spezzato le catene e spaccato i ceppi, e nessuno riusciva più a domarlo. Continuamente, notte e giorno, fra le tombe e sui monti, gridava e si percuoteva con pietre.
Visto Gesù da lontano, accorse, gli si gettò ai piedi e, urlando a gran voce, disse: «Che vuoi da me, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Ti scongiuro, in nome di Dio, non tormentarmi!». Gli diceva infatti: «Esci, spirito impuro, da quest’uomo!». E gli domandò: «Qual è il tuo nome?». «Il mio nome è Legione –  gli rispose –  perché siamo in molti». E lo scongiurava con insistenza perché non li cacciasse fuori dal paese.
 
C’era là, sul monte, una numerosa mandria di porci al pascolo. E lo scongiurarono: «Mandaci da quei porci, perché entriamo in essi». Glielo permise. E gli spiriti impuri, dopo essere usciti, entrarono nei porci e la mandria si precipitò giù dalla rupe nel mare; erano circa duemila e affogarono nel mare.
 
I loro mandriani allora fuggirono, portarono la notizia nella città e nelle campagne e la gente venne a vedere che cosa fosse accaduto. Giunsero da Gesù, videro l’indemoniato seduto, vestito e sano di mente, lui che era stato posseduto dalla Legione, ed ebbero paura. Quelli che avevano visto, spiegarono loro che cosa era accaduto all’indemoniato e il fatto dei porci. Ed essi si misero a pregarlo di andarsene dal loro territorio.
 
Mentre risaliva nella barca, colui che era stato indemoniato lo supplicava di poter restare con lui. Non glielo permise, ma gli disse: «Va’ nella tua casa, dai tuoi, annuncia loro ciò che il Signore ti ha fatto e la misericordia che ha avuto per te». Egli se ne andò e si mise a proclamare per la Decàpoli quello che Gesù aveva fatto per lui e tutti erano meravigliati.

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