#13Febbraio2021 “QUALCUNO PENSA ALLA MIA DEBOLEZZA” (Sabato 5a Tempo Ordinario)

A cura di Massimiliano Arena

Dopo una settimana di episodi di guarigione, vicinanza di Gesù, meditiamo oggi su un Gesù che da da mangiare, rinvigorisce la forza di chi è in cammino.

Famoso il testo della moltiplicazione dei pani. Mi piace sottolineare alcuni particolarità di questo testo.

Gesù ha compassione, cioè si fa carico dei patimenti, delle nostre sofferenze, e il testo ci dice che lo fa perchè “non veniamo meno durante il cammino”. Che meraviglia! Dio si preoccupa di capire se ho la forza di camminare nella vita, se ho le energie necessarie per affrontare il tutto.

Dopo aver constatato la mia forza Cristo si fa per me cibo. Egli è presente in me, se voglio mangiare, se c’è la mia volontà, la mia fame. Si fa cibo con la Parola, dove ogni giorno posso nutrirmi confrontando la mia vita, riparare errori, sanare ferite, rinvigorire bellezze. Si fa cibo nei fratelli che vengono a me con il loro amore.

Egli vuole che io mi faccio cibo, mettendo a disposizione tutto di me, donando agli altri il sapore dell’Amore, diventare dono di Amore con il poco che ho, con i miei errori e ferite sanate.

Avanzano sette ceste. Abbiamo due episodi nei vangeli sinottici. In uno avanzano dodici ceste che richiamano ai dodici Apostoli, come se questo amore dovesse essere portato a tutti.

Qui troviamo sette ceste, un numero che richiama il cammino alla perfezione, diventare perfetti nel ricevere amore da Dio e restituendo questo amore ai fratelli. Un numero che richiama i sette diaconi scelti per la carità, a segno del nostro amore che può essere attenzione alla debolezza altrui, alle ferite altrui.

Ecco il testo del Vangelo

Mc 8,1-10

In quei giorni, poiché vi era di nuovo molta folla e non avevano da mangiare, Gesù chiamò a sé i discepoli e disse loro: «Sento compassione per la folla; ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Se li rimando digiuni alle loro case, verranno meno lungo il cammino; e alcuni di loro sono venuti da lontano».  Gli risposero i suoi discepoli: «Come riuscire a sfamarli di pane qui, in un deserto?». Domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette».
Ordinò alla folla di sedersi per terra. Prese i sette pani, rese grazie, li spezzò e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero; ed essi li distribuirono alla folla. Avevano anche pochi pesciolini; recitò la benedizione su di essi e fece distribuire anche quelli.
Mangiarono a sazietà e portarono via i pezzi avanzati: sette sporte. Erano circa quattromila. E li congedò.
Poi salì sulla barca con i suoi discepoli e subito andò dalle parti di Dalmanutà.

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