#11Aprile2021 NELLA COMUNITA’ RITROVI FEDE, SPERANZA E CARITÀ (2a Domenica dopo Pasqua/B)

Questi tre simboli (Croce, Cuore, Ancora) a qualcuno con qualche anno in più ricorderanno certamente dei braccialetti che venivano regalati ai battesimi, simbolo delle 3 virtù teologali, appunto Fede (Croce), Speranza (Ancora), Carità (Cuore).

Cosa centrano con il Vangelo di oggi?

Tommaso viene sempre visto come l’uomo della fede che vacilla, l’uomo del dubbio. Forse colui che ha avuto il coraggio prima degli altri di dire la cosa.

Procediamo per gradi.

Gesù comincia ad apparire ogni otto giorni ai suoi discepoli, ogni otto giorni dalla Resurrezione. Gesù scandisce il tempo, sta creando l’appuntamento della Domenica, quello che anche oggi noi facciamo. É l’appuntamento della Comunità, quella Comunità in cui crescere, maturare, ritrovare fede, speranza e carità.

Al primo appuntamento manca Tommaso che appunto poi mostrerà il suo dubbio. Gesù torna la seconda volta per cercare Tommaso. Non lo va a cercare privatamente, ma nella Comunità. Vuole che Tommaso esprima e viva il suo dubbio nella Comunità.

Qui un piccolo appunto Pastorale. Come gestiamo il dubbio noi nelle nostre Comunità? Quando qualcuno non si mostra nelle righe, magari non comprensivo verso abitudini o ritualità varie? Viviamo la dimensione del dialogo, la capacità di condivisione dei dubbi, oppure se non sei negli schemi sei fuori? Dobbiamo recuperare la dimensione del dialogo e condivisione dei dubbi.

Gesù riappare a Tommaso e gli mostra le ferite, non si vergogna di quelle ferite che sono ora finestre verso la luce nuova. Poi dice “Beati quelle che pur non vedendo crederanno”. Chi sono? Siamo noi, che oggi dopo due millenni pur non vedendo Cristo personalmente possiamo credere grazie alla Comunità. Per questo la Comunità è il luogo dove ritrovare la fede, dialogare sul dubbio. Non può esistere una fede solo personale.

Nella prima lettura si parla oggi di comunità, di mettere in condivisione, di proprietà condivise. È la rivoluzione propria dell’amore cristiano. È lo squilibrio sociale portato. Dove puoi vivere la carità se non nella Comunità dove devi sentire il peso e la gioia della condivisione, della rinuncia a qualcosa di personale per il bene altrui. E comunità non è solo la Parrocchia, ma ogni luogo dove ci sono più persone, dalla Famiglia, al condominio, alla Città.

La seconda lettura ci parla di un amore di Dio capace di rigenerare. Nella Comunità vivendo dubbio, fede ritrovata, carità condivisa scopri pian piano che c’è sempre possibilità di rialzarsi, progettare e riprogettare ancora se stessi e ciò che ci circonda. Da soli non si riesce, la condivisione permette ciò.

Ecco i testi delle letture di oggi


VANGELO Gv 20,19-31
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome

PRIMA LETTURA At 4,32-35 La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e un’anima sola e nessuno considerava sua proprietà quello che gli apparteneva, ma fra loro tutto era comune.
Con grande forza gli apostoli davano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù e tutti godevano di grande favore.
Nessuno infatti tra loro era bisognoso, perché quanti possedevano campi o case li vendevano, portavano il ricavato di ciò che era stato venduto e lo deponevano ai piedi degli apostoli; poi veniva distribuito a ciascuno secondo il suo bisogno.

SECONDA LETTURA 1Gv 5,1-6
Carissimi, chiunque crede che Gesù è il Cristo, è stato generato da Dio; e chi ama colui che ha generato, ama anche chi da lui è stato generato.
In questo conosciamo di amare i figli di Dio: quando amiamo Dio e osserviamo i suoi comandamenti. In questo infatti consiste l’amore di Dio, nell’osservare i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi.
Chiunque è stato generato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede.
E chi è che vince il mondo se non chi crede che Gesù è il Figlio di Dio? Egli è colui che è venuto con acqua e sangue, Gesù Cristo; non con l’acqua soltanto, ma con l’acqua e con il sangue. Ed è lo Spirito che dà testimonianza, perché lo Spirito è la verità.


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