#19Aprile2021 – ALZA LO SGUARDO (Lunedì 3a di Pasqua)

A cura di Massimiliano Arena

Gesù spinge i suoi discepoli da una fede per bisogno al bisogno della fede.

I discepoli sono ancora impauriti e spersi, hanno vissuto la paura dell’abbandono da parte di Gesù, lo hanno ritrovato ed ora sembra di nuovo sparito. Non hanno ancora colto che le apparizioni del Risorto sono per dare forza, Speranza, costruire la Comunità, ma poi tutto si svolgerà nella fede, nell’annuncio di Lui, nella testimonianza del vivere la carità che renderà Lui vivo e vero.

Gesù sottolinea che i discepoli lo cercano non per i segni prodigiosi, per la forza del suo annuncio, ma per aver mangiato con lui.

Non potremo mai vivere davvero la Fede con la forza della sua bellezza, l’annuncio appassionato con le conseguenze di cuori conquistati, la testimonianza di carità che accresce la fraternità se non solleviamo lo sguardo. Si dobbiamo sollevare lo sguardo oltre i nostri calcoli umani, oltre i nostri bisogni troppo umani, oltre le nostre convinzioni con cui cerchiamo di manipolare ogni visione delle cose.

Alziamo lo sguardo, guardiamo oltre, solo cosi recuperiamo una vita che da orizzonti più ampi, dove la Speranza è cercare ancora lottando, costruendo. Dove la carità è cercare gli altri sempre e comunque per costruire Comunità, fraternità, Bene Comune.

Questi sono i miracoli della Resurrezione.

Ecco il testo del Vangelo

Giovanni 6, 22-29

Il giorno dopo, la folla, rimasta dall’altra parte del mare, vide che c’era soltanto una barca e che Gesù non era salito con i suoi discepoli sulla barca, ma i suoi discepoli erano partiti da soli. Altre barche erano giunte da Tiberìade, vicino al luogo dove avevano mangiato il pane, dopo che il Signore aveva reso grazie.
Quando dunque la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?».
Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo».
Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato».

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