#23Aprile2021 ASSORBITI DA CIÒ CHE CERCHIAMO (Venerdì 3a di Pasqua)

A cura di Massimiliano Arena

Qualcuno diceva che l’uomo è ciò che cerca. Il Vangelo di oggi ci dice che l’uomo viene appunto assorbito da ciò che cerca.

Gesù fa questo rivoluzionario discorso nella sinagoga a gente che era poco propensa ad ascoltare ed imparare, perché assorbita totalmente dalle proprie certezze, pretese e presunzioni derivanti dall’osservanza della Legge.

Oggi siamo invece assorbiti da tante altre cose. Si parla spesso del concetto spazzatura. Si parla di TV spazzatura, cibo spazzatura, relazioni spazzatura, politica spazzatura.

Questo accostamente indica che spesso oggi alcune cose, situazioni della vita dell’uomo vengono gestite spesso senza criterio se non quello di soddisfare qualche bisogno personale, qualche interesse di parte, generando cose e situazioni che creano danno.

Gesù chiede di assorbire, ingerire il pane della vita. Di assorbire Lui, la Sua Parola, l’Eucaristia. Chiede di assorbire l’amore.

Non è solo una questione fisica, è questione di mente e cuore, elaborazione della realtà e scelte da fare, ragione e fede.

Ascoltare e meditare la Parola, mangiare ed adorare l’Eucaristia scavano pian piano in noi, veniamo assorbiti dall’Amore vero.

Assorbire Cristo Amore è decidere di lasciarsi assorbire non dalla mediocrità e sopratutto avere un mezzo di misura che ci aiuti a pesare mediocrità e spazzatura che viene dal mondo per custodire noi stessi, nella vita dell’Eterno, nella felicità vera, ragionata e maturata.

Ecco il testo del Vangelo

Gv 6,52-59 In quel tempo, i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».
Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me.
Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».
Gesù disse queste cose, insegnando nella sinagoga a Cafàrnao

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