#26Aprile2021 – LA PORTA (Lunedì 4a di Pasqua)

A cura di Massimiliano Arena

Gesù si definisce “la porta”. Cerchiamo di capire questo profondo significato.

Vi era una usanza tra i popoli semitici, quella di costruire recinti di riparo per le pecore con legna o pietre e non mettervi una porta, lasciando lo spazio di passaggio, ed il pastore stesso che di notte dormiva di traverso al passaggio, lo stesso pastore diventava la porta.

Gesù utilizza questa immagine per dire che Lui è porta.

La porta protegge dall’esterno, dai mali che arrivano. La porta permette a chi è al sicuro all’interno di non perdersi. Ma non è una prigione, si può entrare ed uscire, ma solo passando dalla porta, il pastore ha contezza di chi entra e chi esce.

I ladri, i mercenari non entrano dalla porta, scavalcano, perchè non sono nella regolarità. Che significa?

Quanti ladri e mercenari ci sono nella nostra vita, che vogliono privarci di libertà? Quante volte noi stessi siamo mercenari e ladri verso noi stessi privandoci di libertà e dignità? Quante volte paghiamo prezzi alti alla nostra dignità, felicità, libertà per andare dietro e false protezioni.

Lui solo Gesù è la porta. La Verità di ciò che ha detto, fatto, insegnato, ci permette di entrare ed uscire dai pascoli quotidiani della nostra vita, spesso faticosi ed impervi, senza crollare, perderci nel male, senza svendere la nostra dignità, ma recuperandoci sempre.

Ecco il testo del Vangelo

Giovanni 10, 1-10

In quel tempo, Gesù disse: «In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore. Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei».
Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.
Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo. Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza».

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