#11Maggio2021 – LA DUREZZA DELL’AMORE – (Martedì 6a di Pasqua)

A cura di Massimiliano Arena

Abbiamo spesso un’idea sdolcinata anche dell’Amore di Dio. Esso è durezza anche, ma non punitiva, durezza che porta alla Verità, senza mai dimenticare la Misericordia.

Molto duro il testo del Vangelo di oggi, tuttavia inserito in questo discorso profondo di amore nel Vangelo di Giovanni, detto discorso di addio.

Molto spesso siamo riduttivi con Dio e l’Amore di Dio.

Riduttivi su vari fronti opposti.

Spesso si vede come amore totale, che copre ogni cosa, semplicista, senza verità quasi in cui tutto è uguale a tutto.

Altre volte viene presentato come duro, giudice spietato.

Altre volte come consolatore di ogni umana ferità.

Il Vangelo ci presenta un Dio chiaro, quello di Gesù Cristo. Chiaro non perchè tutto conosciuto, ma basato su alcuni passaggi chiaramente esplicitati di Gesù, che è “l’esegeta del Padre”.

Gesù dice che deve andare via, che la sua presenza in corpo visibile tra gli uomini sta terminando e sembra quasi rimproverare che non gli chiedano nulla, perchè sono confusi. Prima è venuto, ha insegnato, poi è morto li ha fatti sentire tutti smarriti, poi Risorto appare per ridare forza e speranza, poi sparisce di nuovo. Perchè?

Gesù ha insegnato ciò che doveva, ha lasciato la Chiesa, la Comunità come luogo in cui vivere la rivoluzione del Vangelo, dicendo chiaramente di essere presente sempre in essa, specialmente nei più poveri.

Dice poi che manderà il “Paraclito”, lo Spirito Santo, con questo speciale appellativo di consolatore, di avvocato, che verrà a far conoscere dove è stato il limite umano, gli errori, le fragilità.

Che cosa strana. Manda un Consolatore che anzichè consolare e coprire mette a nudo la verità sulle nostre fragilità. Mette a nudo, ma non giudica. Mette a nudo per consolare, e quale migliore consolazione che quella di portare alla Verità.

Dice il Salmo 84 “Misericordia e Verità si incontreranno, giustizia e pace di baceranno”.

Non ci può essere vera Misericordia, vero amore, fuori dalla Verità. La Verità deve portare alla giustizia, a mettere a nudo errori, fragilità, ma mai senza pace, mai senza tornare alla stessa fonte dell’Amore.

La Chiesa, ciascun suo membro, non è perfetto. Con Verità e Amore sulla fragilità la Chiesa cresce, senza vergogna, accompagnata dal Consolatore, da Cristo.

Ecco il testo del Vangelo

Gv 16,5-11

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Ora vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore.
Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi.
E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato».

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