#16Maggio2021 -UOMO: COLLABORATORE DI DIO NELL’OPERA DI AMORE (Ascensione del Signore)

A cura di Massimiliano Arena

Ecco il video commento approfondito

FIDUCIA NONOSTANTE IL RIMPROVERO

Il vangelo di oggi parte con l’invio dei discepoli ad annunciare da parte di Gesù. Un atto di fiducia nell’affidare a questi fragili uomini il compito di annunciare il Vangelo ad ogni creatura, portare la bella notizia.

Eppure se andiamo un pò indietro nel Vangelo, al versetto 14 che non leggiamo questa domenica, Gesù ha appena rimproverato i discepoli per la loro “incredulità”. Si, gli ha appena detto che hanno poca fede, eppure li manda ad annunciare.

Noi solitamente avremmo fatto tutto il contrario. Hai poca fede, non vai a messa, hai commesso errori, non sei degno di annunciare.

Gesù rimprovera, ma si fida, li manda ad annunciare. Il Suo Amore è la medicina alla loro mancanza di fede.

ANNUNCIATORI DI AMORE E BELLE NOTIZIE

Cosa vanno ad annunciare i discepoli? La Buona Notizia.

Qual’è questa buona notizia? Proprio che Dio ci ama, si fida di noi nonostante tutto. Dio dice bene di noi sempre e ci ama sempre. Da questo amore possiamo far si che la nostra vita, nonostante le debolezze, possa essere ancora una bella storia.

I segni che accompagnano i discepoli sono tutte cose positive. Non annunciano per portare leggi morali, indicazioni su cosa si fa e cosa non si fa.

I segni sono segni di liberazione e guarigione. I discepoli sono chiamati ad annunciare guarigione. E solo chi si sente guarito dall’amore di Dio può annunciare guarigione.

DIO E UOMO INTRECCIATI PER SEMPRE

Tutto questo può avvenire perchè Dio e l’uomo sono intrecciati per sempre.

Con l’Ascensione diciamo chiaramente che nell’umanità c’è per sempre un pezzo di Dio, perchè Dio si è fatto uomo…ma anche che in Dio d’ora in poi ci sarà sempre un pezzo di uomo, che è risalito con tutto il corpo, tutta l’umanità.

Quindi Dio capisce per sempre ed a fondo la fragilità umana perchè Dio stesso è anche uomo.

Da questo ci ama e riempie di guarigione con il Suo Amore.

UNO SGUARDO ALLA PRIMA LETTURA – At 1,1-11

Questo sacro patto, questa sacra unione è vissuta con momento solenne. L’Ascensione è da vivere con la stessa intensità del Natale, della Pasqua. Nel Natale Dio diventa uomo. Nella Pasqua Dio vince la fragilità umana. Nell’Ascensione l’uomo per sempre è in Dio.

UNO SGUARDO ALLA SECONDA LETTURA – Ef 4,1-13

Paolo parla di maniera degna in cui comportarsi e questa maniera degna non è fatta di cose da fare, imposizioni morali. La dignità viene da vivere amore, misericordia, magnanimità. Se ti senti amato da Dio non puoi che diffondere queste bellezze.

Ecco i testi delle letture

VANGELO (Mc 16,15-20)

In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.
Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.

PRIMA LETTURA (At 1,1-11)

Nel primo racconto, o Teòfilo, ho trattato di tutto quello che Gesù fece e insegnò dagli inizi fino al giorno in cui fu assunto in cielo, dopo aver dato disposizioni agli apostoli che si era scelti per mezzo dello Spirito Santo.
Egli si mostrò a essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio. Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l’adempimento della promessa del Padre, «quella – disse – che voi avete udito da me: Giovanni battezzò con acqua, voi invece, tra non molti giorni, sarete battezzati in Spirito Santo».
Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: «Signore, è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?». Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samarìa e fino ai confini della terra».
Detto questo, mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi. Essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, quand’ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo».

SECONDA LETTURA (Ef 4,1-13)

Fratelli, io, prigioniero a motivo del Signore, vi esorto: comportatevi in maniera degna della chiamata che avete ricevuto, con ogni umiltà, dolcezza e magnanimità, sopportandovi a vicenda nell’amore, avendo a cuore di conservare l’unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace.
Un solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, opera per mezzo di tutti ed è presente in tutti.
A ciascuno di noi, tuttavia, è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo. Per questo è detto: «Asceso in alto, ha portato con sé prigionieri, ha distribuito doni agli uomini». Ma cosa significa che ascese, se non che prima era disceso quaggiù sulla terra? Colui che discese è lo stesso che anche ascese al di sopra di tutti i cieli, per essere pienezza di tutte le cose.
Ed egli ha dato ad alcuni di essere apostoli, ad altri di essere profeti, ad altri ancora di essere evangelisti, ad altri di essere pastori e maestri, per preparare i fratelli a compiere il ministero, allo scopo di edificare il corpo di Cristo, finché arriviamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, fino all’uomo perfetto, fino a raggiungere la misura della pienezza di Cristo.

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