#18Maggio2021 – NEL CUORE DEL PADRE – (Martedì 7a di Pasqua)

A cura di Massimiliano Arena

Gesù ci fa percepire profondamente quanto sia bello sentirsi amati dal Padre.

Il brano odierno ci riporta alla Passione, era un addio. Stiamo dopo l’Ascensione andando verso la Pentecoste e in un certo senso riviviamo i sentimenti di addio che hanno vissuto i discepoli nel non vedere più Gesù fisicamente con loro.

L’addio dopo la Pentecoste non era più pieno di disperazione e paura come quello della morte, era pieno di forza, quello dello Spirito Santo, che spingeva verso bellezze nuove.

Il brano odierno ci riporta al Getsemani, la famosa preghiera sacerdotale di Gesù, ci accompagnerà nei prossimi giorni.

Nel più alto momento di dolore Gesù prega e ci affida al Padre.

Riletto nel post Pasqua, nel post Pentecoste, assume ancor più questa dolcezza.

Gesù vuol farci sentire quanto sia bello essere avvolti da un Padre. Il mondo, la vita, le scelte, spesso ci tolgono tante certezze e tanti punti di riferimento.

Lavorare in noi stessi sul sentirci amati in maniera unica e preziosa da Dio ci fa recuperare la preziosità di noi stessi, la vera nostra dignità, la fortezza della nostra autostima, la speranza di progettare.

Ecco il testo del Vangelo

Gv 17,1-11

In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi al cielo, disse:
«Padre, è venuta l’ora: glorifica il Figlio tuo perché il Figlio glorifichi te. Tu gli hai dato potere su ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato.
Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. Io ti ho glorificato sulla terra, compiendo l’opera che mi hai dato da fare. E ora, Padre, glorificami davanti a te con quella gloria che io avevo presso di te prima che il mondo fosse.
Ho manifestato il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me, ed essi hanno osservato la tua parola. Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro. Essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato.
Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che tu mi hai dato, perché sono tuoi. Tutte le cose mie sono tue, e le tue sono mie, e io sono glorificato in loro. Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te».

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